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Se la giunta invece dell’indirizzo dà l'”indirizzo di casa”…

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Alfonso Antoniozzi

Alfonso Antoniozzi

Viterbo – La questione è: una giunta invece di indicare l’indirizzo può indicare l'”indirizzo di casa”?

Sembra la questione dei due polletti di don Camillo? Lo ricordate l’episodio del film con Fernandel e Gino Cervi nella parte di Peppone, il comunista, tratto dal libro di Guareschi? Ve lo rinfresco. Dal gallinaio della chiesa di don Camillo vengono prelevati, nottetempo, due polletti. Ora due polletti che vuoi che valore abbiano? Nulla, quasi nulla. Ma il sospetto di don Camillo è che a cucinarsi i polletti per la cena siano poi stati i comunisti. Peppone e gli altri membri del partito. E allora don Camillo, con lo sguardo furbo alla Fernandel, spiega agli amici democristiani di Brescello, un paese della bassa reggiana: “Questi due polletti hanno un valore politico che non immaginate!”. Più o meno questa è la ricostruzione a braccio.

Ovviamente l’esempio è sbagliato, sia perché tratta questione ontologicamente diversa, sia perché a Viterbo personaggi dell’intelligenza politica, della raffinatezza politica, della astuzia politica e dell’umanità di un don Camillo e un Peppone, di tutta evidenza, non ce li possiamo permettere. Ma così stanno le cose. E come dice Baruch Spinoza: basta lamentazioni. Ma comunque il racconto dà un’idea impressionistica della vicenda.

Ebbene è vero stiamo parlando di poche decine di migliaia di euro, quando parliamo dei finanziamenti per le iniziative di privati per le feste natalizie. Ma poche decine di migliaia di euro possono essere importanti per una piccola associazione, intanto. E poi ci sono di mezzo questioni di metodo, di legittimità amministrativa e perfino di logica.

Da dove iniziamo? Iniziamo dalla storia amministrativa. 

L’amministrazione comunale pensa, forse giustamente, di rallegrare e allietare la popolazione per Natale – come si è sempre fatto più o meno, ma non vuol dire che in tempi di crisi pesante sia giusto – con iniziative finanziabili per circa 150mila euro. Euro più euro meno, ma l’ordine di grandezza è questo. Diciamo pure: tutto giusto. Anzi giustissimo. Ma va detto che ci potrebbe essere anche la strada del rigore, destinando tutto o quasi tutto a opere utili o aiuti, in tempi di crisi nera. Bastava una variazione di bilancio fatta prima del 30 novembre. Mi dicono i miei esperti. Perché, a occhio, si sapeva che il Natale immancabilmente arrivava e la guerra già c’era, come la crisi.

La giunta, assessore alla cultura il celebre cantante lirico Alfonso Antoniozzi, decide quindi, una volta optato per la strada circense e non per quella del pane, di puntare sulla qualità delle iniziative natalizie. Lo dice il vicesindaco stesso, l’illustrissimo. Sempre lui Antoniozzi. E allora che fa? Fa elaborare un bando a cui partecipano un po’ di associazioni. 19, mi pare di aver contato. Il bando prevede una commissione fatta da esperti scelti dal comune che valuta le iniziative dando un punteggio, dei parametri che non siamo riusciti a sapere quali sono, e una asticella di 60 punti, che bisogna raggiungere per avere il finanziamento del comune. Superano l’asticella, a insindacabile giudizio della commissione, solo 5 iniziative. Bene. Ottimo, ma non abbondante. Visto che non si è riusciti a spendere tutti i soldi. Il comune si ritrova con un po’ di soldi da spendere in tasca. E allora che ti fa. Ripesca a capocchia, poi spiegheremo perché continuiamo a dire “a capocchia”, 7 iniziative. Da me ribattezzate figlie dell’oca bianca. Ma sicuramente mi sbaglio. Il tutto con una delibera definita, come dovrebbe essere, di indirizzo. Ciliegina sulla torta: viene aggiunta una iniziativa che non aveva partecipato al bando. È stata un po’ lunga, ma questa è la storia. A grandi linee.


Documenti: La delibera per il finanziamento delle iniziative di Natale fuori bando – Le graduatorie stabilite dalla commissione voluta dal comune


La questione amministrativa

Chi scrive non è un esperto di fatti amministrativi, ed è rimasto alla riforma Bassanini. Forse ci saranno state grandi novità, che non mi permettono di capire. Mi spiegano i miei esperti: il consiglio comunale controlla e programma, la giunta ha funzioni di indirizzo, i dirigenti gestiscono, semplice. Apparentemente. Salvo il fatto che i dirigenti sono legati a doppio filo con i politici. È proprio questa la critica che si fa perlopiù alla Bassanini. 

Ma nonostante questo una domanda sorge spontanea leggendo la delibera che noi, insieme ad altri, definiamo di ripescaggio: è una delibera di indirizzo una delibera in cui la giunta individua i soggetti che ne beneficiano e addirittura il finanziamento per ciascuno? Qual è lo spazio di gestione del dirigente in questo caso?

Appunto non si dà un indirizzo generale e dei parametri, ma l’indirizzo di casa, diciamo la sede dell’associazione che acquisisce il finanziamento. Sbaglierò. Ma io sono abituato a Chicago e i pragmatici cittadini Usa non capirebbero. I viterbesi, visto il silenzio tombale persistente delle sedicenti opposizioni compresa la “rigorosissima” fazione calendiana, evidentemente invece capiscono. Capiscono certamente più di me che vivo all’estero. 

Ma l’assessore Antoniozzi, che è uomo intelligentissimo, dice che è di indirizzo la delibera. E noi sciocchi che dobbiamo fare? Noi ci crediamo. Perché Antoniozzi è uomo intelligentissimo. 

Antoniozzi dice pure che le manifestazioni fortunate sono state scelte per il solo parametro di qualità. E Antoniozzi è uomo intelligentissimo. 

Buonsenso avrebbe voluto, cosa semplicissima, che si scegliessero le sette iniziative che si trovano in graduatoria dopo le 5 vincitrici. Ma tutti voi sapete che Antoniozzi è uomo intelligentissimo. E che Shakespeare ci perdoni per il calco fatto al volo.

Un’ultima cosa sul piano amministrativo. A citare un precedente amministrativo, in questo caso una delibera simile, può essere un boomerang. Perché il precedente può essere sbagliato e ci possono essere state delle polemiche. C’è chi mi dice che questo è successo. Ma bisognerà verificare. Essere coerenti con un errore è un errore. In duplice senso, ovviamente, per così dire fattuale e metafattuale.

Ma lasciamo stare la questione amministrativa, c’è una segretaria generale in comune e questo è campo suo. E responsabilità sua.


La questione di logica elementare

Chi scrive da giovane si è dedicato per un paio di anni agli studi di logica di base e di filosofia della scienza. Niente di troppo complicato. Salvo il fatto che i miei due insegnanti e, va detto anche maestri di vita oltre che di scienza, si chiamavano Carlo Cellucci e Vittorio Somenzi. Un logico e un matematico, ed entrambi filosofi, ovviamente. Due docenti notevoli. Diciamo due giganti, per restare bassi. Ovviamente io, che sono un po’ tonto, avrò imparato un po’ poco, ma insomma qualche macchina di Turing la sapevo elaborare e ripetemmo la dimostrazione del teorema di incompletezza di Gödel. Un piccolo vanto. Questo per dire semplicemente che le contraddizioni, proposizioni false in ogni mondo possibile per dirla con Leibniz, mi balzano agli occhi anche di fronte a discorsi fumosi. E mi verrebbe da dire all’assessore eminente: “Forse tu non pensavi ch’io loico fossi”. Ma non lo dico per non passar da troppo presuntuoso. Frase che il diavolo disse, rivolgendosi al grande stratega militare Guido da Montefeltro. La cui anima era venuta a prendere per portarla da Minosse e strappandola a san Francesco. Alla fine della vita il militare, lo stratega eccelso s’era infatti fatto appunto francescano.    

E allora va detto che ciò che dice il pur intelligentissimo assessore è contraddittorio. E infatti o il bando, che voleva puntare alla qualità, era sbagliato e il recupero ci ha voluto mettere una pezza. O il recupero è fatto a capocchia. 

Perché è di tutta evidenza che se uno punta alla qualità, tutti i parametri devono essere convergenti. Altrimenti il bando si poteva limitare alla semplice qualità dell’evento senza tener conto di attinenza e luoghi. È chiarissimo che uno spettacolo, un evento intrinsecamente perfetto non ha alcuna qualità se fatto sulla luna e riguardante la Pasqua. Visto che siamo a Viterbo e sta arrivando il Natale. Certo un’altra ipotesi è che gli esperti non abbiano capito nulla e sbagliato tutto. Ma primo non sono in grado di valutarli e secondo sono stati scelti dall’amministrazione e l’assessore dice che hanno fatto tutto benissimo. E Antoniozzi è uomo intelligentissimo.

Come dire, edulcorando, non raccontiamoci fanfaluche, siamo tutti adulti e vaccinati. E le sue tesi sono inconsistenti  “per la contradizion che nol consente”. E che pure Dante ci perdoni. Così bistrattato in vita e pure tirato in ballo per queste piccolezze.


Conclusione

Le risposte sulla vicenda dei finanziamenti alle iniziative di Natale, formulate dall’assessore Alfonso Antoniozzi intelligentissimo, non reggono sul piano amministrativo, del cambiamento politico, del buon senso e della logica elementare.

Ernie Souchak
from Chicago

Ernie Souchak

 

 

 

 

 


Queste le iniziative ripescate con finanziamento assegnato dalla giunta, punteggio della commissione e richiesta iniziale

Associazione Viterbo con Amore – Concerto per la solidarietà e la pace XVI edizione € 6.000,00; Punteggio 49 richiesta: 9.000,00

Compagnia del Teatro – Teatro Incantato Natale 2022 € 5.000,00; Punteggio 25,5 richiesta: 10.000,00

Teatro Valmisa Coop. Soc. – Christmas Carousel Artisti in Centro € 6.500,00; Punteggio 47  richiesta: 13.000

St. Thomas’s Friends – Natale ieri, oggi e domani € 4.000,00; Punteggio 33 richiesta: 7.035

APS Gioventù Protagonista – Sonic Art tra esperienza percettiva e ascolto attivo € 7.000,00  Punteggio 22 richiesta: 12.600
 
Tuscia in Fiore ETS – Tuscia in Fiore Vernissage € 5.000,00;  Punteggio 34,5 richiesta: 20.000
 
Croce Rossa Italiana Comitato di Viterbo OdV – Concerto di Natale della CRI € 7.000,00; Punteggio 40,5   richiesta: 11.210


Articoli: L’assessore alla Cultura, Alfonso Antoniozzi: “Manifestazioni natalizie fuori bando, una scelta discrezionale della giunta…” – Giulio Della Rocca: “Iniziative di Natale bocciate e poi ripescate, la toppa è peggio del buco…” di Barbara Bianchi – Contributi a iniziative di Natale, Tuscia in Fiore dice no… – Ma che sei er fijo de l’oca bianca? di Ernie Souchak from Chicago – Cartellone di Natale, ripescate sette iniziative bocciate dalla commissione di Giuseppe Ferlicca – Giulio Della Rocca: “Il bando di Natale deve essere ben scritto…” – Giulio Della Rocca: “Bando di Natale: se sospettate che ci lucriamo, non dateci nulla…”

Documenti: Le graduatorie stabilite dalla commissione voluta dal comune

 


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