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Civitavecchia – (a.res.) – A tre mesi dalla tromba d’aria residenti e imprese ancora a secco di ristori. Contributi e risarcimenti da calamità naturale e assicurazioni tardano ad arrivare. “Per non dormire sotto la pioggia ho messo della guaina sul tetto”.
“I mezzi di Csp hanno portato via i rifiuti speciali dalle vie attenzionate soltanto pochi giorni fa. Detriti e calcinacci invece sono sempre li”. Per i residenti della zona Pantano, quella colpita tre mesi fa da una violenta tromba d’aria, il tempo si è fermato.
Nel senso che da quel maledetto 8 settembre ad oggi non si è mosso praticamente nulla dal punto di vista dei contributi che dovrebbero arrivare dalla richiesta di calamità naturale e dalle assicurazioni: “Ho quantificato danni per oltre 200 mila euro – racconta il proprietario di un villino – mi ritrovo ancora senza tetto, così ho dovuto mettere della guaina per non dormire sotto la pioggia. I fondi della calamità naturale? Abbiamo fatto subito richiesta tramite il comune, ma dalla regione non abbiamo avuto ancora riscontri”.
Anche le imprese rimangono al palo. Quella che ha pagato il dazio maggiore è “Serre Albani”, con oltre un milione di euro di danni. “Abbiamo incontrato delle grandi difficoltà, il fatturato risentirà inevitabilmente di quell’evento atmosferico – raccontano dall’azienda -. Speriamo che entro la primavera arrivino delle novità positive. La messa in sicurezza del sito? Ci abbiamo impiegato più di un mese”.
