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“Vende” per 250 euro posto di lavoro in ambulanza ma è una truffa, ex buttafuori di nuovo alla sbarra

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Il tribunale di Velletri

Il tribunale di Velletri


Velletri – (sil.co.) – Vende per 250 euro un inesistente posto da conducente di ambulanza spacciandosi per il titolare di una cooperativa. A processo per truffa il 23enne condannato pochi mesi fa a Viterbo, nonostante la giovane età, a una pena di 16 anni di carcere per lo stupro di una minorenne adescata spacciandosi per il fidanzato che tutte sognano. Un professionista. Una volta che è finito al pronto soccorso, avrebbe convinto una troupe televisiva ad andare a riprenderlo, dicendo di essere un attore famoso.

Torna a fare parlare di sé il buttafuori Daniele Nuomi, il 23enne originario di Pomezia condannato lo scorso 27 settembre a 16 anni di reclusione dal collegio del tribunale di Viterbo per  violenza sessuale, sequestro di persona, rapina e lesioni ai danni di una 17enne intercettata in discoteca nell’autunno del 2019.

E’ tornato libero una settimana prima della sentenza, a distanza di due anni e mezzo dall’arresto in pieno lockdown, quando è finito a Mammagialla, dove è rimasto fino a dopo l’incidente probatorio sulla vittima. Attualmente è sempre in libertà, con il solo obbligo di dimora e quello di presentarsi alla polizia giudiziaria, con la prescrizione di restare a casa la notte e per un paio di ore la mattina.

A carico dell’ex addetto alla sicurezza, lo scorso 10 novembre si è aperto a Roma un altro processo, stavolta per stalking e minacce, ai danni di un’altra 17enne, intercettata sempre in un locale,  per fatti avvenuti tra dicembre 2019 e gennaio 2020. Si aprirà invece lunedì a Velletri il processo in cui il 23enne deve rispondere di truffa e sostituzione di persona.

L’anno dei fatti è sempre il 2019. 


Luigi Mancini

Il difensore Luigi Mancini


Tra il 22 e il 23 agosto di tre anni fa, stavolta a Pomezia, Nuomi, difeso dall’avvocato Luigi Mancini del foro di Viterbo, secondo l’accusa,”con artifizi e raggiri consistenti nell’attribuirsi illegittimamente la qualità di titolare di una cooperativa di autoambulanze ed offrendo alla parte offesa un lavoro come conducente di tali automezzi induceva in errore il predetto che consegnava la somma  di 250 euro, comprensivi di 190 euro per l’assicurazione e 60 euro per la richiesta del certificato penale, procurandosi un ingiusto profitto con altrui danno. 

Al palazzo di giustizia del Riello l’imputato  è conosciuto come “dottor Jekyll e mister Hyde”, per la sua personalità di manipolatore, riconosciuta tale dai diversi medici e psichiatri che lo hanno visitato nel corso del processo, nonostante secondo le conclusioni dei periti del tribunale sia sicuramente da considerare capace di intendere e di volere e non socialmente pericoloso. In prima battuta era stato comunque giudicato seminfermo di mente.

Per la violenza sulla minorenne commessa nel Viterbese ha trascorso un periodo in carcere, da aprile a settembre 20220, per poi essere trasferito in una clinica psichiatrica e quindi in una Rems, dalla quale gli stessi operatori e la Asl competente per territorio hanno chiesto l’allontanamento e la revoca della misura dell’internamento, ritenendolo manipolatore ma sano di mente. 

Fatto sta che pochi giorni prima della sentenza di condanna a 16 anni in primo grado, il 23enne ha riottenuto la libertà, in attesa dell’esito dei prossimi due gradi di giudizio.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


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