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Acquapendente – Una comunità che “ha ripreso a vivere” con gli appuntamenti tradizionali, anche se la pandemia “ha lasciato il segno sullo stile di vita della gente”. La sindaca di Acquapendente, Alessandra Terrosi, chiude il suo 2022 invitando a una “riflessione sociologica” post-Covid e nel frattempo lavora ai progetti del Pnrr. Su tutti, il recupero del borgo di Trevinano.
Come definisce questo 2022 per la sua amministrazione comunale?
“Impegnativo ma anche speranzoso. Abbiamo fatto un lavoro importante sulle progettazioni del Pnrr, per cercare di riportare quello che avevamo messo sul programma all’interno dei bandi. In parte ci siamo riusciti e speriamo di poter continuare anche l’anno prossimo”.
Si può parlare a tutti gli effetti di ripartenza?
“Per tante cose sì. La nostra comunità ha ripreso a vivere i suoi appuntamenti tradizionali e l’anno prossimo torneranno anche quelli che erano rimasti ancora fermi, ma ovviamente non è tutto come prima. Il Covid ci ha segnato”.
In cosa?
“Ho visto una voglia di rivivere la collettività importante, però sono rimasti i timori e soprattutto ho notato che è cambiato il nostro stile di vita. Ci siamo abituati a stare più soli e a rimanere a casa. Credo che nel 2023 sia necessario lavorare bene per recuperare tutti alla socialità”.
Quindi secondo lei, per usare una definizione un po’ semplicistica, la gente ha meno voglia di andare in giro?
“Credo di sì. Per esempio qui ad Acquapendente sono state promosse tante iniziative, anche in occasione di queste festività natalizie, ma non sempre la risposta del pubblico è stata all’altezza delle aspettative. E siccome anche in altri centri, come Viterbo, i numeri non sono stati stratosferici, bisogna farsi la domanda. Ovviamente ci sono in gioco tanti fattori, ma non si può non tenere conto di quello che abbiamo vissuto in questi due anni. In passato si usciva di casa da soli per trovare compagnia in giro, oggi c’è un po’ più di remora. Secondo me bisognerebbe fare una riflessione sociologica seria, in particolare sui giovani, per capire se e quanto la pandemia ha cambiato lo stile di vita delle comunità”.
Acquapendente è un comune dove l’agricoltura ha un posto importante nel tessuto economico e molte aziende hanno lavorato anche in piena pandemia. Si può dire che per voi è stato più duro lo shock economico della guerra in Ucraina col caro bollette piuttosto che il Covid?
“No. Sicuramente abbiamo tante aziende agricole di qualità, che stanno soffrendo per il caro bollette, però l’agricoltura sul nostro territorio è molto meno preponderante rispetto a come poteva essere qualche anno fa. E la pandemia ha bloccato completamente interi settori economici”.
Una bella notizia è il progetto per il borgo di Trevinano, che è in procinto di ottenere un finanziamento di 20 milioni di euro. L’obiettivo finale è ripopolare il borgo o trasformarlo in un gioiello turistico stile Civita di Bagnoregio?
“Farlo rivivere coi residenti e con essi stimolare il turismo ambientale, paesaggistico e dello studio. Un turismo che in realtà c’è sempre stato, ma con numeri troppo risicati. E poi la sfida sarà anche quella di fare sì che rinascano anche attività produttive e d’artigianato”.
D’altronde, con 20 milioni di euro si possono fare tante belle cose…
“Infatti siamo molto contenti. Non dimentichiamoci che, oltre a questo finanziamento, stiamo aspettando la definizione per il nuovo ospedale, anche quello già in cantiere”.
Quali sono gli altri traguardi a cui punta la sua amministrazione col Pnrr?
“Abbiamo già vinto il bando per il rifacimento della palestra della scuola media e quello per l’ampliamento della scuola dell’infanzia. Stiamo aspettando i risultati del bando sulle isole ecologiche e poi abbiamo tante altre cose in cantiere, speriamo di trovare i soldi per farle. Diciamo che in questo 2022 abbiamo fatto una buona semina, il 2023 sarà l’anno della crescita e in quelli successivi avremo i frutti”.
Alessandro Castellani
