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Appalti truccati, processo per la “tangente a fin di bene” al palo dopo otto anni

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Operazione Vox Populi - La forestale al comune di Acquapendente - Nel riquadro l'ex sindaco Alberto Bambini

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente – Nel riquadro l’ex sindaco Alberto Bambini


Acquapendente – (sil.co.) – Appalti pubblici truccati ad Acquapendente, resta sospeso il processo in cui tra gli imputati c’è l’ex sindaco Alberto Bambini. Salvo ulteriori intoppi, per sentire i primi testimoni bisognerà aspettare il 9 maggio. Mercoledì, infatti, l’udienza in programma davanti al collegio presieduto del tribunale di Viterbo è saltata per l’assenza dell’unico testimone, che ha fatto pervenire un certificato medico.

E’ il processo a cinque imputati di turbativa d’asta, rivelazione di segreti d’ufficio e corruzione in concorso, tra i quali l’ex sindaco di Acquapendente, caratterizzato da un colpo di scena a favore della procura lo scorso mese di settembre, quando sono tornate le intercettazioni che erano state azzerate a maggio. 

Un colpo di scena a favore del pm Stefano D’Arma, nel frattempo trasferito a Roma, titolare del fascicolo della maxinchiesta Vox Populi, dalla quale sono scaturiti due processi, entrambi ancora in corso. Il primo con giudizio immediato agli indagati sottoposti a misura cautelare nel 2016. E il secondo, in cui è imputato anche l’ex sindaco, con rito ordinario, dopo il passaggio del rinvio a giudizio da parte del gup.

Il 12 maggio 2022 il collegio aveva dato ragione alle difese che il 16 dicembre 2020 avevano sollevato l’eccezione dell’inutilizzabilità delle intercettazioni, in quanto oggetto tra il 2014 e il 2015 di altri sei diversi procedimenti.

Intercettazioni entrate invece nel processo “Vox populi uno”.


Operazione Vox Populi - Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Operazione Vox Populi – Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente


Otto anni fa la “tangente a fin di bene”

Vox populi, un’inchiesta che ha fatto epoca. L’ex sindaco c’è finito in mezzo per la famosa “tangente a fin di bene”, chiesta dall’imprenditore Fabrizio Galli al collega Mauro Gioacchini all’inizio di maggio 2015: cinquemila euro ciascuno, per spartirsi due appalti di asfaltatura, che Bambini avrebbe chiesto per l’acquisto di un’apparecchiatura per l’ospedale di Acquapendente.  

Nel mirino della procura, ancora una volta, anche la gara per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino, per un valore di 790mila euro; la gara per i lavori di asfaltatura del 2015; e poi, il permesso a costruire alla società che ha realizzato il centro commerciale in località Cufaro.


Comune parte civile contro tutti tranne l’ex sindaco

Oltre all’ex sindaco Alberto Bambini, sono imputati nel “Vox populi bis” anche l’ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune Ferrero Friggi, gli imprenditori Marco Bonamici ed Enrico Barberini e l’operaio Giuliano Colonnelli, dipendente del già indagato imprenditore Fabrizio Galli. Parte civile contro tutti gli imputati ad eccezione dell’ex sindaco il Comune di Acquapendente. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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