Viterbo – A Viterbo si può respirare a pieni polmoni, o quasi. Arriva il dossier Mal’Aria di Legambiente e la città dei Papi può tirare un sospiro di sollievo.
Viterbo
Valori nei limiti, in un caso pure fra le città virtuose, anche se con l’ingresso dei nuovi limiti nel 2030, pure il capoluogo della Tuscia sarebbe di nuovo oltre, in compagnia di tante altre realtà.
Considerando Pm10, pm2,5 e diossido di azoto, è Viterbo la città nel Lazio dove l’aria è migliore. La concentrazione di Pm10 è pari a 19 microgrammi per metro cubo, rispetto ai 20 di Rieti, i 22 di Latina, i 27 di Roma e i 27 di Frosinone. Tutti, comunque, al disotto della soglia consentita, che fissata a 40. Almeno fino a quando non arriverà il nuovo limite, che abbasserà a 5 l’asticella.
Per le Pm2,5, Viterbo è fra quelle che Legambiente segnala fra le realtà virtuose, con 10 milligrammi a metro cubo e un limite fissato a 25, che nel Lazio comunque non è sfiorato da nessun capoluogo: Roma è a 14, Rieti 13, Latina 12 e Frosinone 17.
Per il Diossido di azoto, la concentrazione nell’aria è 20, metà del massimo consentito e che dovrebbe scendere proprio a 20 nel 2030. In questo parametro c’è chi fa meglio in regione. Rieti è a 14. Tutti gli altri dietro, con Latina 22, Frosinone 27 e Roma 33.
Un quadro buono non permette di rimanere a mani conserte. Per le Pm2,5, ad esempio: “Anche le città più virtuose non possono comunque dirsi esonerate dall’abbassare le proprie concentrazioni – fanno sapere da Legambiente – anzi, per raggiungere i valori raccomandati dall’Oms devono anche loro impegnarsi nell’abbatterle del 50%, nel caso di Viterbo, Grosseto, Livorno, del 44% per Macerata, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Agrigento, Enna e del 29% per Trapani”.
In Italia, sono 29 le città con almeno una centralina che è andata oltre i 35 di sforamento consentiti, prima Torino (Grassi) con 98, seguita da Milano (Senato) 84, quindi Asti (Baussano) 79.
Giuseppe Ferlicca
