Viterbo – Buttafuori condannato a 16 anni di reclusione per lo stupro di una 17enne della provincia di Viterbo intercettata in discoteca, processo d’appello fissato a tempio di record già per il mese di febbraio.
Carabinieri e 118 – foto di repertorio
Imputato Daniele Nuomi, il 23enne di Pomezia condannato lo scorso 27 settembre a 16 anni di reclusione in primo grado dal collegio del tribunale di Viterbo per violenza sessuale, sequestro di persona, rapina e lesioni ai danni di una ragazza all’epoca 17enne intercettata in discoteca nell’autunno del 2019.
Tornato in libertà pochi giorni prima della sentenza, essendo venuta meno la misura del ricovero in Rems – essendo stato nel frattempo giudicato capace di intendere e di volere e non socialmente pericoloso – il 7 dicembre scorso è finito nuovamente dietro le sbarre per avere violato l’obbligo di dimora disposto nell’ambito della sorveglianza speciale.
Intanto si è aperto a Roma un processo a suo carico per stalking ai danni di una 17enne conosciuta anche lei in discoteca a fine 1019 e un altro per truffa e sostituzione di persona.
A ottobre, invece, è stato denunciato per stalking da una studentessa 22enne conosciuta al pronto soccorso di un ospedale romano e per truffa da un tassista della capitale cui non avrebbe pagato una corsa da 70 euro.
Nonostante la pesante condanna a 16 anni di reclusione inflitta dal tribunale di Viterbo lo scorso settembre, Nuomi non andrà in carcere, non essendo la sentenza definitiva.
Prossima tappa l’udienza di febbraio davanti alla corte d’appello di Roma, cui ha fatto ricorso il difensore Luigi Mancini.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
