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Cavalli “scambiati” al palio, il fantino si difende: “Nessun maltrattamento”

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Mauro Benedetti

Mauro Benedetti

Siena – (sil.co.) – Cavalli col trucco per il palio di Siena, lo storico fantino Trecciolino si difende dalle accuse rinnovate lunedì dalla procura generale davanti ai giudici della corte d’appello di Firenze.

Nessun maltrattamento di animali, secondo le difese. Il legale del fantino, in particolare, ricorda come sia stato assolto in primo grado da tale accusa.

E’ il processo bis scaturito dal ricorso della pm senese Sara Faina e delle difese di Luigi Bruschino e del veterinario viterbese Mauro Benedetti dopo la condanna di primo grado del collegio del tribunale di Siena del 18 giugno 2019, rispettivamente a 4 anni e 10 mesi e a 2 anni e 7 mesi per falso. 

Il procuratore generale ha chiesto la conferma della sentenza e l’accoglimento dell’appello della procura di Siena per i presunti maltrattamenti di animali. Prosciolti invece da tutte le accuse in primo grado gli altri due imputati su quattro.

 Il fantino è difeso dall’avvocato Enrico De Martino del foro di Siena, mentre il veterinario è assistito dalla legale Virna Faccenda del foro di Viterbo. Entrambi erano presenti in aula il 9 gennaio a Firenze, dove il prossimo 10 marzo, se non ci saranno intoppi, è prevista anche la sentenza di secondo grado.

La difesa di Benedetti ha reiterato la richiesta di estromissione delle parti civili costituite e la revoca delle statuizioni civili: “Perché -ricorda l’avvocato Faccenda – il veterinario non è mai stato accusato del reato di maltrattamenti di animali”.

“I cavalli di cui si parlava nel procedimento, preparati in vista delle Carriere 2016, erano S’othieresu, Fulmine femmina e Mocambo. L’accusa era di aver somministrato antinfiammatori per partecipare all’addestramento a Mociano aumentandone la performance ma, come detto, Trecciolino per questo era stato scagionato completamente. E assolto”, ricorda il quotidiano La Nazione.

In aula c’erano anche gli avvocati delle associazioni animaliste e il legale Fabio Pisillo che assiste il Comune di Siena, parte civile soltanto per i reati di falso riguardanti i cavalli scambiati, poi iscritti all’Albo e presentati alle prove di Mociano e Monticiano organizzate dall’amministrazione.

“La difesa Bruschelli – scrive La Nazione – ha ribadito la mancanza di prove del reato, che insomma il cambio di chip fosse attribuibile al fantino, unitamente alla sua buona fede. Chiedendo a conclusione di un intervento particolarmente articolato, in subordine, una diversa qualificazione giuridica dei reati che potrebbero essere semmai puniti con una sanzione pecuniaria”.

La corte d’appello non si è pronunciata rinviando, come detto, per le repliche e la sentenza.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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