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Cocaina dall’Olanda per settantamila dosi, pronto a farsi interrogare l’allevatore

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Operazione Eurojust - Cocaina a Monte Romano

Operazione Eurojust – Cocaina a Monte Romano


Monte Romano – (sil.co.) – Cocaina dall’Olanda per settantamila dosi, pronto a difendersi l’allevatore.

Un fiume di cocaina dall’Olanda. E’ quello sequestrato il primo marzo 2019 a Monte Romano: 14 chili da cui sarebbe stata ricavabile una valanga di quasi settantamila dosi, per l’esattezza secondo le analisi 69.815 singole dosi.

Lo stupefacente era custodito all’interno di una Ford C.Max con targa olandese con a bordo una coppia di coniugi settantenni dei Paesi Bassi. Stupefacente che, secondo l’accusa, avrebbe dovuto essere consegnato a un allevatore sessantenne del posto. A intercettarli sono stati i carabinieri del nucleo investigativo di Viterbo, nell’ambito di un’operazione Eurojust. Sia la coppia che il sessantenne sono finiti in manette.

L’allevatore di Monte Romano, difeso dall’avvocato Paolo Pirani, è tuttora a processo col rito ordinario per traffico internazionale di stupefacenti davanti al collegio del tribunale di Viterbo, assieme alla moglie dell’olandese, difesa dall’avvocato Fabrizio Ceccarelli. Nel 2021 è stato invece condannato in via definitiva a sei anni di reclusione il marito, Hermanus Theodorus Gerardus Verbrugge, 73 anni, con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato.

Ieri, sfilati ormai tutti i carabinieri testi dell’accusa, sarebbe dovuto essere il giorno dell’esame dell’imputato italiano, che si è reso disponibile a farsi interrogare per fornire una propria versione dei fatti. Quindi avrebbero dovuto essere sentiti i testimoni della difesa. Per problemi di composizione del collegio, il processo dovrà essere ricalendarizzato. Per sapere quando riprenderà bisogna aspettare il prossimo 13 giugno.


Operazione Eurojust - Cocaina a Monte Romano

Operazione Eurojust – Cocaina a Monte Romano


Verbrugge sarebbe stato un corriere della droga professionista, responsabile di due ingentissime “importazioni” di cocaina, per un totale di 22 chili in soli 20 giorni, dieci e dodici chili per volta. La coppia, secondo l’accusa, avrebbe fatto parte di un’organizzazione criminale che spacciava droga in tutta Europa. 

Con la condanna definitiva dell’olandese, è stata confermata anche la confisca dell’autovettura Ford C.Max, appositamente modificata per il trasporto di droga, mediante la realizzazione di un doppio fondo sotto i sedili, lato conducente e passeggero, munito di uno specifico sistema di apertura.

Il primo marzo di quattro anni fa i carabinieri li hanno bloccati in strada, mentre viaggiavano su due auto diverse, diretti in una zona di campagna dove sarebbe avvenuta la cessione e dove la droga sarebbe stata nascosta. Perquisite le auto, i carabinieri hanno trovato in quella degli olandesi 12 involucri di cocaina per un peso complessivo di oltre 14 chili, nascosti nei sottofondi creati ad hoc.

L’avvocato Pirani, che assiste l’italiano, sostiene da sempre che i due mezzi non viaggiavano insieme, anche se un carabiniere sentito come testimone ha sottolineato durante una delle udienze del processo come le vetture siano state fermate su una strada impervia, in mezzo a una distesa di campi dove era presente solo un altro casolare, apparentemente disabitato, oltre al capannone dell’imputato.

Il 73enne non si sarebbe dimostrato collaborativo con gli inquirenti, cui avrebbe dato indicazioni generiche relativamente al presunto mandante del trasporto, tal Max de Bor, del quale “neppure risulta abbia effettuato l’indicazione almeno del numero di telefono che aveva contattato per il rifornimento, essendosi limitato a fornire il nominativo, senza fornire ulteriore elemento utile alla sua identificazione”.

“Non risulta inoltre – si legge nelle motivazioni della sentenza della cassazione – che vi siano annotazioni di polizia giudiziaria volte alla identificazione del luogo di prelievo dello stupefacente sulla base delle indicazioni fornite dall’imputato che si è limitato a riferire di aver caricato la droga genericamente in Amsterdam.

Per questo già in appello era stato escluso il riconoscimento della circostanza attenuante, per aver ritenuto non proficua la disponibilità manifestata dall’imputato ad effettuare il riconoscimento fotografico di altri soggetti coinvolti nella vicenda criminosa ai quali aveva fatto solo un generico riferimento.


Operazione Eurojust - La droga trasportata sui camion per la frutta

Operazione Eurojust – La droga trasportata sui camion per la frutta


Tonnellate di droga dalla Spagna su camion carichi di frutta

L’operazione, durata circa un anno, è stata coordinata dall’Eurojust, l’agenzia europea per la cooperazione giudiziaria in materia penale. Secondo gli inquirenti, grandi quantità di droga sarebbero partite dalla Spagna per arrivare, su camion carichi di frutta, nei Paesi Bassi. Qui una società di trasporti coinvolta nella compravendita e nel contrabbando degli stupefacenti avrebbe ridistribuito, con la stessa modalità, le sostanze in diversi paesi europei.

Il gruppo avrebbe reclutato sempre nei Paesi Bassi camionisti e corrieri, come nel caso della coppia fermata a Monte Romano, affinché trasportassero la droga.

Otto i paesi coinvolti: Italia, Germania, Regno Unito, Norvegia, Danimarca, Svezia, Spagna e Paesi Bassi. In comune un via vai di camion carichi di merce legale, quasi sempre frutta. E droga.

In un anno sono state sequestrate quattro tonnellate di hashish, duecento chili di anfetamine, novanta chili di Mdma, oltre sessanta chili di cocaina e venticinque di eroina.


Traffico gestito da un gruppo criminale internazionale di stampo mafioso

Secondo gli investigatori, sarebbe stata sgominata una vera e propria rete internazionale mafiosa, di tipo ‘ndranghetista. Un potente gruppo criminale in grado di controllare il mercato europeo della cocaina – con ramificazioni soprattutto nel Sud Italia – noto per operare avviando attività commerciali legittime in altri paesi come copertura per espandersi all’estero, contrabbandare droga, riciclare profitti illeciti e rivendicare nuovi territori come aree sotto il proprio controllo.

Cinquanta persone sono state indagate in Norvegia, mentre undici olandesi – tra i gestori del traffico – sono stati fermati in giro per l’Europa durante l’anno di lavoro delle forze dell’ordine. Tre di loro sono stati bloccati in Italia: un camionista olandese è stato arrestato l’11 gennaio 2019 all’autogrill Scaligera Sud mentre consegnava venti chili di eroina a un cliente, mentre il successivo primo marzo le manette sono scattate per la coppia olandese bloccata durante la consegna.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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