Viterbo – Viale Trento
Viterbo – Coltellate in viale Trento, chiede di essere giudicato col rito abbreviato il 33enne viterbese arrestato per tentato omicidio la notte tra sabato 2 e domenica 3 luglio per il grave fatto di sangue avvenuto a due passi dalle mura e dalla stazione di Porta Fiorentina. Vittima un trentenne ivoriano ricoverato all’ospedale di Belcolle, raggiunto da due fendenti all’addome e ferito anche al braccio sinistro.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri e il 118. Il presunto aggressore è stato ritrovato e fermato poco distante. Così come è stata ritrovata l’arma utilizzata. Nonostante abbia provato a disfarsene, lanciandola tra la vegetazione del viale alberato, è stata recuperata e sequestrata dai militari dell’arma.
L’arresto è stato convalidato lo scorso 5 luglio dal gip Savina Poli che, sciogliendo la riserva, ha confermato anche la misura della custodia cautelare in carcere, in virtù della quale il pm Massimiliano Siddi, alla chiusura delle indagini, ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato.
La difesa del 33enne ha chiesto il rito abbreviato, davanti al gup Giacomo Autizi, grazie al quale l’imputato, in caso di condanna, potrà beneficiare dello sconto di un terzo della pena.
Carabinieri – foto di repertorio
“Sono stato aggredito io per primo, il coltello non ce l’avevo io, era il loro”, avrebbe riferito al giudice per le indagini preliminari lo scorso 5 luglio, durante l’interrogatorio di convalida, dicendo di essersi trovato accerchiato da 5-6 persone che conosceva come spacciatori.
“Quando ho chiesto loro se mi cambiavano i soldi per comprare il tabacco, sono stato aggredito”, avrebbe proseguito, mostrando i segni visibili delle lesioni riportate nel corso della successiva colluttazione, durante la quale, per non avere la peggio, si sarebbe difeso.
Intanto sarebbero stabili le condizioni della vittima, un trentenne ivoriano ricoverato all’ospedale di Belcolle, raggiunto da due fendenti all’addome e ferito anche al braccio sinistro, ma non in pericolo di vita.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

