Viterbo – Elezioni regionali, gli unici candidati certi della Tuscia sono quelli di Pd e Movimento 5 stelle (M5s). Almeno finora. Per il centrodestra viterbese ancora nulla di ufficiale. Né per Fratelli d’Italia (FdI), né per la Lega, né tantomeno per Forza Italia (FI).
Presidente regione Lazio e consiglio, il voto è previsto nei giorni 12 e 13 febbraio, dopo quasi 10 anni a guida Pd con Nicola Zingaretti passato in forza al parlamento dopo le ultime politiche, anticipando di qualche mese la prossima tornata regionale. Per presentare le liste c’è tempo fino alla prossima settimana, esattamente giovedì 12 gennaio. Dopodiché inizierà la campagna elettorale.
Elezioni regionali – Alessandra Troncarelli, Simona Rossini, Simona Sassara, Enrico Panunzi, Simone Brunelli e Massimo Erbetti
Il Movimento 5 stelle ha scelto di sostenere alla presidenza Donatella Bianchi. Candidati nella Tuscia, l’ex consigliere comunale di palazzo dei Priori Massimo Erbetti e Simona Sassara, i più votati alle consultazioni online volute, come da rito, dal partito che un tempo esprimeva il premier. Giuseppe Conte, il presidente del consiglio durante la pandemia 2020-2021. Sostituito poi da Mario Draghi prima e da Giorgia Meloni poi, dopo le ultime elezioni politiche.
Enrico Panunzi (Pd)
Il Pd va invece a sostegno dell’attuale, ancora per poco, assessore regionale alla sanità, Alessio D’Amato. Candidati con lui, in provincia di Viterbo il consigliere regionale Enrico Panunzi, l’assessora regionale Alessandra Troncarelli, il capogruppo Pd di Civita Castellana Simone Brunelli e la dirigente di partito Simona Rossini.
Massimo Erbetti (M5s)
In mezzo i sondaggi che danno la vittoria al centrodestra guidato dal presidente della Croce Rossa Francesco Rocca. Se così dovesse essere, sarebbe l’ennesima cocente sconfitta per i democratici di Zingaretti, che vedrebbero sfumare anche la Pisana, e uno storico filetto per il partito di Meloni che dopo aver messo a segno il governo nazionale, porterebbe a casa anche una regione strategica come il Lazio.
Alessandra Troncarelli (Pd)
Per quanto riguarda la Tuscia, nulla di certo in Fdi, ma i più quotati, anzi quasi certi sono Daniele Sabatini e Giulio Zelli. Il primo “semplice tesserato di FdI”, come Sabatini stesso si definisce, ma con alle spalle già un’esperienza da consigliere regionale e assessore al comune di Viterbo. Nel corso degli anni diversi lo avevano dato fuori gioco. Invece ha costruito un percorso che l’ha visto diventare il dominus all’interno del gruppo consiliare di FdI a palazzo dei Priori, scalzando il gruppo storico che negli anni ha fatto capo al parlamentare Mauro Rotelli, fra l’altro uno dei politici più vicini all’attuale presidente del consiglio Meloni. Oggi la sua è una candidatura sostanzialmente certa, in un collegio provinciale che con molta probabilità eleggerà un candidato, se non due, di FdI capace, a seconda del consenso elettorale che otterrà, di poter ambire anche a qualche posizionamento di rilievo all’interno della stessa giunta.
Simona Sassara (M5s)
Il secondo, Giulio Zelli, è attualmente assessore della giunta di Sandrino Aquilani a Vetralla. Una delle più importanti della Tuscia. Uomo, Zelli, dal passato di destra, fedelissimo al partito qualunque ne siano stati forma e nome. In settimana la decisione di Fratelli d’Italia.
Daniele Sabatini (FdI)
Per quanto riguarda Lega e Forza Italia, il discorso è più complesso. Bisognerà vedere come si esprimeranno base e dirigenti durante la prossima settimana. Per il momento non c’è ancora nulla di certo o quasi. Si va dal “candidabile”, così lo stesso si è definito, Andrea Micci, attuale coordinatore provinciale della Lega e consigliere comunale di Viterbo, che pare abbia ricomposto i possibili dissapori con l’ex senatore Umberto Fusco, alla disponibilità espressa dall’ex capogruppo, sempre a palazzo dei priori, Giulio Marini. Lunedì la Lega si riunirà in conclave per decidere. Per quanto riguarda FI ancora non si sa. L’unica cosa certa, per quanto attiene entrambi, è che la loro elezione, anche laddove dovesse vincere il centrodestra, è solo un’ipotesi lontana, se non addirittura remota.
Daniele Camilli





