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Fallimento torrefazione, in libertà Maurizio Capoccetti

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale


Viterbo – (sil.co.) – Fallimento torrefazione, rimesso in libertà Maurizio Capoccetti. A comunicarlo in una lunga lettera-sfogo, in cui non manca di lanciare strali, lo stesso imprenditore, annunciando, dopo sei mesi di silenzio “forzato”, di essere pronto a difendersi dalle accuse che hanno convinto la procura della repubblica di Roma a chiederne l’arresto.

Si sente una vittima Capoccetti: “Da oggi farò il possibile – spiega – parallelamente al percorso di difesa giuridico, per sviscerare quanto ci sia stato di precostituito e studiato nella scientifica diffamazione della mia persona”.

L’imprenditore viterbese, 58 anni, era ai domiciliari dal 14 luglio scorso per il fallimento (dichiarato dal tribunale fallimentare di Roma il 19 luglio 2018) della Macaf Trading srl del Poggino. Arresti disposti  dal gup Gaspare Sturzo del tribunale di Roma, che ha accolto la richiesta di misura di custodia cautelare della procura capitolina.

“Sono colpevole, al limite, di aver commesso degli errori strategici e imprenditoriali in quasi quarant’anni  di impresa, ma mai neppure un giorno finalizzati a delinquere e a provocare danni a altrui”, dice il 48enne.

Indagati a piede libero con Capoccetti  due cugini, mentre è finito anche lui ai domiciliari sei mesi fa il presunto prestanome Antonio Glorioso, un pluripregiudicato di 53 anni per reati contro il patrimonio, frode informatica e violazione delle norme anti riciclaggio.

Entra in dettagli tecnici, l’indagato, che spetterà alla difesa chiarire.

Nell’ordinanza del gip capitolino, Capoccetti viene descritto come “mente del gruppo criminale”, “ideatore degli illeciti”, “dominus di fatto delle strutture sociali” nonché “al contempo esecutore dei delitti fine”. 

I quattro indagati vengono inoltre definiti “un nucleo di soggetti”che, secondo i riscontri di polizia giudiziaria e pm, si sarebbero “tra loro coordinati per la consumazione in concorso tra loro di una pluralità di delitti di bancarotta fraudolenta”. Sette i delitti in incolpazione.

“A tempo debito e nelle sedi opportune  – conclude Capoccetti – la verità mi auguro possa emergere e che possa restituirmi agli occhi altrui quella dignità della quale personalmente vado ancora fiero.

Lo devo a me stesso, ai miei familiari, ai miei amici,  e soprattutto lo devo alle mie figlie principali vittime di questa assurda vicenda”.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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