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“Da grande voglio diventare italiano, perché l’Italia è la mia casa…”

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Sutri – (g.f.) – “Da grande voglio diventare italiano…”. Raccontava così a La7, Omar Neffati, ospite della trasmissione Tagatà, il suo essere italiano, ma senza la cittadinanza. Cinque anni fa.

L’attivista 27enne trovato morto l’altra sera a Sutri, come portavoce del Movimento Italiani senza cittadinanza portava avanti la battaglia di tantissimi ragazzi per ottenere la cittadinanza, lo ius soli. Una battaglia che era anche la sua.


Omar Neffati

Omar Neffati


Arrivato dalla Tunisia a sei mesi, ancora non l’aveva acquisita. Così come raccontava, quando di anni ne aveva 22, a un’incredula Tiziana Panella, che gli chiedeva cosa volesse fare da grande. “Da grande vorrei diventare italiano… l’Italia è la mia casa” era stata la risposta decisa di Omar.

Scherzando, la giornalista aveva provato a dissuaderlo: “Sei sicuro?”. Sicuro: “È un paese bellissimo, il mi sogno nel cassetto è fare il magistrato”. All’epoca era studente universitario.



Purtroppo quella battaglia non l’ha vinta. Lo scorso novembre, un’altra testimonianza nel videoreportage di Alberto Sofia sugli italiani senza cittadinanza, pubblicato dal Fatto quotidiano online e vincitore anche di un premio.

Insieme ad altri ragazzi nella sua stessa situazione non aveva perso la speranza.

“Sono 27 anni che vivo in Italia, sono 27 anni che non sono riconosciuto – diceva Omar nel reportage – ho fatto tutte le scuole qui, parlo perfettamente italiano, l’Italia è il mio paese e non ho altra casa che non sia l’Italia”.

Eppure: “Mi ricordo quando a 18 anni andai all’ufficio immigrazione alla questura di Viterbo e feci il mio permesso di soggiorno. Ero perso, basito, mi chiedevo: perché devo avere questa tessera in tasca, non vengo da nessuna parte, sono sempre stato qua.

Ho acquisito la consapevolezza che pur essendo italiano, lo ero, ma senza cittadinanza”.

Impegnato in politica, ma non poteva votare: “La prima campagna elettorale nel mio paese ero emozionatissimo – ricordava Omar riferendosi a Sutri – per quanto piccolo per me è “un pezzo de core”. Mi ricordo l’emozione quando portai i miei amici davanti al seggio, ma io non potevo entrare, non potevo votare”.

Quando è stato registrato il servizio, si discuteva di ius scholae, era giugno 2022. Provvedimento non sufficiente a risolvere il problema di tante persone e comunque nemmeno quello si è concretizzato.

“Il diritto alla cittadinanza è un diritto universale – diceva Omar nel video del Fatto – Meloni e Salvini sono italiani come me, è solo una questione di tempo e finalmente saremo italiani a tutti gli effetti”.


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