Viterbo – “La guerra non è mai la soluzione”. La diocesi di Viterbo ricorda i bombardamenti subiti dalla città il 17 gennaio 1944. E lo fa con l’ex vescovo Lino Fumagalli nella chiesa di San Francesco in piazza della Rocca colpita anch’essa dalle bombe.

Viterbo – La diocesi di ricorda i bombardamenti del 1944
”Ricordiamo le vittime dei bombardamenti – ha detto Fumagalli -, impegnandoci ad essere costruttori di pace. La guerra non è mai la soluzione”.

Viterbo – La diocesi di ricorda i bombardamenti del 1944 – Il prefetto Cananà e la sindaca Frontini
In chiesa ci sono anche la sindaca Chiara Frontini, il prefetto Antonio Cananà, i rappresentanti delle forze dell’ordine, delle forze armate, della polizia locale e delle associazioni d’arma.
“Pensavamo che la guerra fosse un ricordo del secolo scorso – ha sottolineato poi Fumagalli -. Invece la guerra la vediamo ogni giorno nelle immagini che vengono dall’Ucraina.

Viterbo – La diocesi di ricorda i bombardamenti del 1944
Damoci da fare tutti – ha proseguito l’ex vescovo di Viterbo riferendosi alla guerra in Ucraina – per intavolare trattative di disarmo. Guardiamo i danni che la guerra fa. Chiunque ne uscirà vittorioso avrà il proprio territorio distrutto con migliaia di morti.

Viterbo – La diocesi di ricorda i bombardamenti del 1944
È nel rispetto di ambedue le parti, che non vanno mai umiliate, che va trovata una soluzione. Se non lo facciamo creeremo le condizioni di un’altra guerra come accadde con i trattati di pace della prima guerra mondiale. Trattati che umiliarono la Germania”.

Viterbo – La diocesi di ricorda i bombardamenti del 1944
Rispetto infatti – ha rilanciato Fumagalli nel corso dell’omelia – non significa cedere dei diritti, ma tenere presente il possibile per il bene di tutti. Significa rinunciare a qualcosa per un bene più grande”.
Durante la messa, il ricordo liturgico di Sant’Antanio abate, figura centrale nella storia della chiesa.
“Antonio – ha commentato Fumagalli – ci insegna ad essere cercatori di Dio e di verità.

Viterbo – La diocesi di ricorda i bombardamenti del 1944
Ciascuno – ha concluso infine tornando nuovamente sulla guerra in Ucraina – può fare la sua parte affinché queste cose non accadano più. Un cuore pacifico e pacificato, che ha dato senso alla propria vita, sarà sempre rispettoso degli altri e cercatore di soluzioni nel rispetto della dignità degli altri”.
Daniele Camilli