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Viterbo – (sil.co.) – Lascia Viterbo il magistrato Elisabetta Massini, giudice con un passato di 20 anni da pm. Ha fatto parte, quale giudice a latere, della corte d’assise che la scorsa estate ha condannato all’ergastolo per l’omicidio del figlio il padre del piccolo Matias.
Il giudice Elisabetta Massini, 59 anni, è in procinto di congedarsi dal tribunale del capoluogo della Tuscia, dove è giunta da Terni nel 2017, al suo primo incarico di giudice, penale, dopo venti anni passati a fare il sostituto procuratore presso la peocura della repubblica della città umbra.
Il plenum del Csm, il 16 novembre 2022, ha deliberato il trasferimento a Perugia di Elisabetta Massini nel ruolo di magistrato della pianta organica flessibile giudicante.
Nata a Roma il 21 febbraio 1964, Elisabetta Massini a Viterbo è giunta sei anni fa come giudice monocratico nonché componente e presidente di collegio, ruolo che rivestirà fino all’ultimo, nonostante l’ormai imminente trasferimento-rientro in Umbria.
A Terni, da sostituto procuratore, l’allora pm Massini ha seguito molte delle indagini più eclatanti e delicate della cronaca giudiziaria del capoluogo umbro.
A Viterbo ha confermato la sua fama di magistrato “stacanovista”, garantendo con la sua presenza l’operatività del tribunale in momenti di carenza di giudici togati.
Ex poliziotto tentato femminicidio
Si è tenuta lo scorso 6 dicembre davanti al giudice Elisabetta Massini l’ultima udienza del processo per il femminicidio sfiorato di una 56enne d’origine polacca da parte del compagno, un ex poliziotto di 60 anni che il 29 gennaio 2021, a Capranica, ha sferrato cinque coltellate, due alla schiena e tre all’addome, alla vittima che stava facendo la valigia per lasciarlo. E’ imputato di tentato omicidio.
Ergastolo padre piccolo Matias
Elisabetta Massini è stata, tra l’altro, giudice a latere della corte d’assise presieduta dal collega Eugenio Turco che lo scorso 8 luglio ha condannato all’ergastolo Mirko Tomkow, il muratore 46enne d’origine polacca che il 16 novembre 2021 ha ucciso il figlioletto Matias di dieci anni a Vetralla.
Penitenziari caso Hassan Sharaf
Davanti al giudice Massini, in qualità di magistrato monocratico, si è aperto il 13 dicembre 2021 il processo ai due penitenziari del carcere di Mammagialla accusati di abuso di mezzi di correzione in concorso per avere schiaffeggiato il detenuto 21enne egiziano Hassan Sharaf poco prima che si impiccasse in cella d’isolamento, il 23 luglio 2018, finendo in coma a Belcolle, dove è morto dopo una settimana d agonia.
Palo rapina alle poste
In corso davanti al collegio presieduto dal giudice Massini il processo a uno dei pali della rapina alle poste di Canino del 28 novembre 2020. Imputato Bruno Laezza, che era alla guida dell’utilitaria rossa della moglie, immortalata dalle telecamere al momento del colpo. E’ l’unico dei sette componenti della banda capeggiata dal direttore che, dichiarandosi ignaro, abbia scelto il rito ordinario invece dell’abbreviato. Si riprenderà a fine gennaio, con un altro presidente.
Omicidio in cella Mammagialla
A proposito di Mammagialla, Massini è stata giudice a latere anche della corte d’assise presieduta dal compianto magistrato Eugenio Mautone che il 29 ottobre 2020 ha condannato a 14 anni di reclusione per omicidio volontario in primo grado, ridotti a 12 in appello nell’aprile successivo, il detenuto 38enne seminfermo di mente d’origine indiana Khajan Singh, che il 29 marzo 2019 ha massacrato a colpi di sgabello il compagno di cella viterbese Giovanni Delfino di 61 anni.
