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È il Lazio la seconda regione più mortale in Italia per i pedoni, 41 vittime nel 2022

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Cronaca – Un vero e proprio anno di sangue e di lenzuoli bianchi stesi sulle strade italiane. Dal primo gennaio al 31 dicembre 2022 sono infatti morti in Italia 307 pedoni, quasi uno al giorno. Le vittime si contano in tutto il paese, ma sono la Lombardia e il Lazio le regioni più mortali: 52 i pedoni deceduti nella prima, 41 nella seconda. 


Polizia stradale

Polizia stradale


È quanto emerge dai dati preliminari sugli investimenti nel 2022 dell’osservatorio pedoni dell’Associazione sostenitori e amici della polizia stradale (Asaps). Dal report emerge il ritratto di un anno nero, dunque, destinato probabilmente ad aggravarsi ulteriormente. L’Asaps specifica infatti che i dati sono provvisori e non comprendono i decessi avvenuti in ospedale a distanza di tempo. “Sulla scorta di quanto rilavato negli anni passati – spiegano dall’associazione – a questa stima preliminare occorrerà aggiungere una percentuale tra il 30 e il 35 per cento di feriti gravi che sono deceduti nelle terapie degli ospedali italiani e che sfuggono a questa rilevazione”.

Nel primo anno di vero ritorno alla normalità dopo l’emergenza Covid, gli investimenti e i decessi su strada di pedoni seguono dunque di pari passo la forte ripresa della circolazione stradale. Nel 2020 le vittime erano state infatti 240, salite poi a 271 nel 2021. 

Il mese del 2022 con il maggior numero di pedoni uccisi è dicembre, con ben 40 vittime. Seguito da gennaio che ha visto infrangersi sull’asfalto la vita di 31 pedoni. “Ovviamente hanno una incidenza negativa le giornate più corte e la minore visibilità”, spiega l’Aspas. E infatti i mesi durante i quali si registrano meno morti sono proprio giugno, agosto e settembre con 20 vittime.

In questa triste classifica primeggiano la Lombardia, con 52 pedoni morti nel solo 2022, e il Lazio con 41 vittime. Che da sole contano dunque il 30 per cento dei decessi registrati a livello nazionale dall’osservatorio dell’Asaps. Seguono poi il Veneto sempre con 32 pedoni morti, l’Emilia Romagna con 27, la Toscana con 25, la Campania con 23, la Puglia e il Piemonte con 19. In fondo alla classifica con il minor numero di pedoni deceduti invece l’Umbria con un solo decesso e la Valle d’Aosta, il Molise e la Basilicata senza pedoni che abbiano perso la vita sulle strade nella immediatezza dell’investimento.

Ma se i numeri sono preoccupanti, drammatiche sono spesso anche le cause di questi investimenti. Secondo Asaps, infatti, in 22 dei 307 casi registrati a livello nazionale il conducente era ubriaco, mentre in 10 aveva assunto stupefacenti. Preoccupa inoltre la casistica di conducenti fuggiti dopo il sinistro senza fermarsi a prestare soccorso alla vittima. Tanto che secondo i dati dell’osservatorio, un incidente mortale con pedoni ogni sette è provocato da un “pirata stradale”.

“Siamo molto preoccupati per i dati definitivi che saranno resi noti da Istat a luglio 2023, quando presumibilmente il numero finale sarà di oltre 400 pedoni morti – ha commentato Giordano Biserni, presidente dell’Asaps -. Ora servono misure shock e lanciamo un appello a tutti i membri del parlamento per un provvedimento straordinario che preveda sanzioni e modifiche al codice della strada. Serve maggiore attività di controllo sulle strade, servono più divise, invece si chiudono i distaccamenti della polizia stradale e le età medie in molti reparti anche della polizia locale rasentano i 50 anni. In questi primi giorni dell’anno abbiamo già ripreso a contare i pedoni morti, uno subito la notte di Capodanno, e altri nelle prime 48 ore in un nuovo interminabile e triste conteggio delle croci”.


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