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Lieve entità dello spaccio, tutti assolti gli imputati di Babele uno e due

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Operazione Babele - La droga sequestrata

Operazione Babele – La droga sequestrata

Viterbo – (sil.co.) – Babele uno e Babele due, tutti assolti grazie al riconoscimento della lieve entità dello spaccio.

È il giro di droga scoperto dieci anni fa tra il Sacrario, San Faustino e piazza della Rocca: gnocchi o occhiali per dire cocaina, nel linguaggio criptico delle intercettazioni.

Ieri sono stati tutti assolti, difesi tra gli altri dagli avvocati Samuele De Santis, Remigio Sicilia e Barbara Cupelli, dal giudice Daniela Rispoli grazie alla riqualificazione del reato nella lieve entità, gli undici imputati ancora a processo assieme ai tredici indagati del filone bis della maxinchiesta “Babele” della procura contro lo spaccio nel centro storico del capoluogo.

Tra gli imputati anche l’ex giocatore di baseball dominicano Rodolfo Felix Castillo, già arrestato per spaccio nel blitz congiunto di carabinieri e guardia di finanza del 19 maggio 2014 sfociato in 32 misure di custodia cautelare per fatti dell’anno precedente. Davanti al giudice una decina di dominicani, ma anche due italiani, un quarantenne di Ischia di Castro e un cinquantenne del capoluogo.

Indagati in seguito alle sommarie informazioni rilasciate dai “clienti”, tra i quali nomi della cosiddetta “Viterbo bene”. Consumatori più o meno abituali di cocaina, che in alcuni casi, avendo disponibilità di denaro, avrebbero comprato anche ingenti quantità di droga.

Gli investigatori la chiamarono operazione “Babele”, dalla mescolanza di etnie che ne veniva fuori: dominicani e tunisini, ma anche una decina di italiani, quasi tutti viterbesi doc. 

L’inchiesta è partita dall’arresto di una settantenne del capoluogo, beccata con oltre un etto di cocaina nascosta in un trolley, passata alla storia col nomignolo di “nonna coca”. Sarebbe stata tra gli italiani “compiacenti”, assoldati dai dominicani per poche lire, per custodire la droga in attesa della vendita.

Tra i sequestri effettuati nel corso delle indagini, da segnalare quello record eseguito dalla Polfer di oltre tre etti
di cocaina suddivisa in 30 ovuli destinati al mercato viterbese. La droga sarebbe arrivata a Viterbo da Perugia.


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