Corte di cassazione – L’ingresso dell’aula dove si è svolta l’udienza
Viterbo – Rebeshi, Trovato e gli altri: nessun colpo di scena. Fu veramente “mafia viterbese”? Chiesta la conferma dell’aggravante dell’associazione di stampo mafioso: “Tensione e paura nell’intera collettività”. Per la procura generale vanno confermate in terzo grado le condanne d’appello nonché il riconoscimento dell’aggravante del 416 bis.
Mafia viterbese – I tredici arrestati nel blitz del 25 gennaio 2019
È iniziata poco prima delle 11 di questa mattina l’udienza fiume davanti alla seconda sezione penale della corte di cassazione per nove dei tredici arrestati nel blitz del 25 gennaio 2019, ovvero gli imputati cui è stata contestata l’aggravante dell’associazione di stampo mafioso, tra cui i boss del sodalizio italo-albanese che ha messo a ferro e fuoco Viterbo nel famigerato biennio 2017-2018, Ismail Rebeshi e Giuseppe Trovato.
Presidente, Luciano Imperiali. I primi a parlare, per circa un’ora, sono stati i consiglieri relatori Giovanna Verga e Giuseppe Nicastro. A seguire il procuratore generale Romano, la cui requisitoria è durata un’altra ora.
Romano ha chiesto il rigetto di tutti i ricorsi degli imputati perché infondati e solo discorsivi. La pubblica accusa ha parlato per quasi due ore, esaminando ogni passaggio delle varie tesi difensive e ritenendole tutte superate dalla sentenza della corte d’appello.
Le parti civili costituite tramite i propri difensori, tra cui erano presenti gli avvocati Marco Russo per il comune di Viterbo e il presidente della camera penale Roberto Alabiso, si sono associate alle richieste del procuratore generale. Insistendo per riconoscimento dei danni morali e materiali subìti dalle persone offese dai reati contestati.
Attorno all’una e un quarto sono cominciate le arringhe delle difese. Hanno discusso l’avvocato Piergiorgio Manca per Luigi Forieri, Francesco Tagliaferri per Gabriele Laezza, Roberto Afeltra per Ismail Rebeshi, Giovanni Labate per Shkelzen Patozi, Giuseppe Di Renzo per Giuseppe Trovato e la compagna Fouzia Oufir, Montemagno per Gazmir Gurguri.
Silvana Cortignani
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Le condanne di primo e secondo grado
– Giuseppe Trovato: 12 anni e 9 mesi di reclusione (13.400 euro di multa) – In primo grado 13 anni e e 4 mesi (14mila euro di multa);
– Ismail Rebeshi: 10 anni e 11 mesi (9.500 euro di multa) – In primo grado 12 anni e 12mila euro di multa;
– Spartak Patozi: 8 anni e 8 mesi (5.300 euro di multa) – In primo grado 8 anni e 8 mesi (8mila euro di multa);
– Gabriele Laezza: 7 anni (5.800 euro di multa) – In primo grado 8 anni e 6mila euro di multa;
– Shkelzen Patozi: 6 anni e 4 mesi (5.200 euro di multa) – In primo grado 8 anni e 4mila euro di multa;
– Fouzia Oufir: 5 anni – In primo grado 5 anni e 4 mesi (6mila euro di multa);
– Gazmir Gurguri: 4 anni e 8 mesi – In primo grado 7 anni e 4 mesi;
– Sokol Dervishi: 4 anni e 6 mesi – In primo grado 6 anni;
– Luigi Forieri: 3 anni e 6 mesi (caduta l’aggravante dell’associazione di stampo mafioso) – In primo grado 8 anni e 4 mesi;
– Martina Guadagno: Assolta – In primo grado 2 anni e 4 mesi (assolta dall’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso).


