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Marito nudo nel letto della moglie, condannato a 8 mesi di reclusione

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Carabinieri

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Vejano – (sil.co.) – Si fa trovare nudo nel letto della moglie, condannato a otto mesi di reclusione

Il giudice ha disposto la non sostituzione della pena detentiva. E’ la Riforma Cartabia al suo debutto. 

Protagonista un marito che, nonostante fosse stato colpito dall’allontanamento da casa e dal divieto di avvicinamento, una sera si è introdotto nell’abitazione e si è piazzato tutto nudo nel letto della moglie che, non riuscendo a convincerlo ad andarsene, ha chiamato i carabinieri i quali, al loro arrivo, lo hanno trovato effettivamente “come mamma l’ha fatto” tra le lenzuola.

Era la sera del 3 settembre 2021.

L’uomo, un quarantenne originario dell’est europeo all’epoca residente con la vittima a Vejano, è finito davanti al giudice Ilaria Inghilleri con l’accusa di violazione della misura cautelare, nonché di violazione di domicilio e di stalking ai danni della moglie che, nel frattempo, lo ha perdonato, ritirando la querela.

Non è bastato però a salvare l’imputato da una condanna a 8 mesi di reclusione per avere violato la misura cautelare dell’allontanamento e divieto di avvicinamento che gli era stata imposta dal giudice in seguito alla convalida dell’arresto, scattato a fine agosto di due anni fa, dopo che la moglie era stata costretta a chiamare i soccorsi in seguito all’ennesimo pestaggio. I carabinieri, la sera del tre settembre, l’hanno trovata ancora coi lividi sulle braccia.

Applicando la Riforma Cartabia, il giudice, contestualmente alla sentenza, ha disposto la non sostituzione della pena detentiva, “per fondati motivi che non ne esistano le condizioni, in quanto le prescrizioni non sarebbero adempiute dal condannato”. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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