Omicidio Bramucci (nel riquadro gli arrestati Bacchio, La Pietra e Bacci)
Soriano nel Cimino – Omicidio Bramucci, sopralluogo del killer sulla futura scena del delitto confermato dall'”app spia” installata sul cellulare della vittima. Uno dei presunti sicari ha atteso il suo passaggio tre giorni prima dell’agguato. Il 56enne è stato ucciso a colpi di pistola alle 8,20 della mattina del 7 agosto.
Un solo omicidio nella Tuscia nel 2022. E’ quello del pregiudicato 58enne di Soriano nel Cimino ucciso a due passi da casa alle 8,20 della mattina del 7 agosto in un agguato mortale di una efferatezza in grado di suscitare nell’immediatezza grande allarme tra la popolazione, tanto più che la vittima, Salvatore Bramucci, noto per la sua attività di strozzino, stava finendo di scontare ai domiciliari una condanna a tre anni e quattro mesi per estorsione e usura.
Il delitto, che per le modalità dell’esecuzione ha rimandato in un primo momento alla criminalità organizzata, sarebbe invece maturato in ambito familiare.
Economico il movente, secondo gli investigatori, forse collegato con il più volte ipotizzato tesoretto di decine di migliaia di euro in contanti che Bramucci avrebbe tenuto nascosti da qualche parte in previsione del trasferimento a Tenerife una volta tornato in libertà a settembre.
L’auto della vittima – Nel riquadro: Salvatore Bramucci
Cinque indagati per omicidio premeditato in concorso
In carcere sono finiti la cognata Sabrina Bacchio e due dei presunti sicari, Lucio La Pietra e Antonio Bacci, arrestati rispettivamente il 22 ottobre la prima e il 13 settembre i complici. Per loro, tuttora in misura di custodia cautelare, la procura potrebbe chiedere a breve, una volta chiusa l’inchiesta, il giudizio immediato davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo.
Sono invece indagati a piede libero il compagno della cognata, Costantin Dan Pomirleanu e il pluripregiudicato romano Alessio Pizzuti.
Delitto pianificato a casa della cognata della vittima
Nei confronti di Pizzuti, in particolare, ci sono pesanti indizi che rileverebbero la sua presenza a bordo della Giulietta rubata che faceva parte del “convoglio” armato del gruppo di fuoco. Il 25 luglio, inoltre, durante la fase della pianificazione secondo gli inquirenti, Bacci, La Pietra e Pizzuti erano tutti insieme nella casa di Guidonia della cognata della vittima e del compagno, Sabrina Bacchio e Costantin Dan Pomirleanu.
Tre killer da Roma su una Smart a noleggio e una Giulietta rubata
Tre killer, venuti da Roma con una Smart bianca a noleggio e una Giulietta grigia rubata, hanno aspettato Bramucci nelle campagne di Soriano nel Cimino e gli hanno sparato una raffica di sei colpi di pistola, cinque dei quali andati a segno, mentre si trovava a bordo della sua macchina, sicuri che sarebbe uscito di buonora dalla propria abitazione approfittando dei permessi che gli erano stati concessi per curare i suoi cani. Conoscevano bene le sue abitudini. sapevano che tutti i giorni a quell’ora Bramucci andava a buttare gli escrementi degli animali. Sulla Smart avrebbero viaggiato i due arrestati La Pietra e Bacci.
Girandola di telefonate tra due presunti sicari
Bacci ha noleggiato la Smart dal primo al 12 agosto e pochi giorni prima, il 4 agosto, aveva effettuato un sopralluogo in solitaria a Soriano con la stessa vettura. Vettura che, come messo in luce dall’analisi del tracciato Gps, nelle ore notturne rimaneva parcheggiata sotto la casa di Ponte di Nona dell’arrestato.
Il 4 agosto Bacci ha preso apposta un giorno libero dal lavoro per recarsi a Soriano nel Cimino, contattando al telefono La Pietra prima di partire da Roma e non appena rientrato a Roma. I due si sono sentiti due volte attorno alle cinque del mattino, due brevi conversazioni da circa un minuto l’una. E poi poco dopo le 10 per appena tre secondi.
Confermato dall’app “spia” della vittima il sopralluogo sul luogo del delitto
Di sicuro Bacci, a bordo della Smart a noleggio, il 4 agosto ha raggiunto la zona prossima all’abitazione del Bramucci e all’area teatro dell’omicidio proprio nel momento in cui, alle ore 8,27, la vittima usciva di casa. Come registrato dalla applicazione Uft360 installata sul suo cellulare, grazie alla quale la moglie Elisabetta poteva controllarne gli spostamenti. Nella seconda parte della mattinata, invece, Bacci si è recato a Guidonia Montecelio presso l’abitazione di Sabrina Bacchio e del compagno.
Indagati per omicidio premeditato in concorso – Costantin Dan Pomirleanu, Sabrina Bacchio e Antonio Bacci
Via vai di chiamate alla vigilia dell’agguato
Il 5 agosto, Bacci ha avuto 6 contatti telefonici con Sabrina Bacchio, 9 contatti con Lucio La Pietra e 6 con Alessio Pizzuti. Il giorno successivo, sabato 6 agosto, sempre Bacci e sempre attorni alle 5 del mattino, ha chiamato 6 volte Pizzuti senza avere risposta poi La Pietra parlandoci una prima volta alle 5.10 per 1 minuto e 27 secondi, poi ancora il Pizzuti alle 5,14 per 40 secondi, infine nuovamente La Pietra alle 5.18 per 1 minuto e 2 secondi.
Appuntamento all’alba nella capitale
In base allo scambio di telefonate e anche ai telefoni spenti contemporaneamente e poi riaccesi, all’alba di domenica 7 agosto Bacci sarebbe passato a prendere La Pietra sotto casa poi sarebbe tornato nei pressi della sua abitazione, telefonando da qui ad Alessio Pizzuti, sospettato di averli raggiunti alla guida della Giulietta rubata per poi avviarsi verso Soriano nel Cimino, dove le due vetture sono giunte viaggiando insieme, l’utilitaria davanti.
Ucciso Bramucci, Bacci passa la domenica a casa dei cognati
Bacci, dopo il delitto, ha fatto rientro a Roma alle 9,44, facendo una sosta di 8 minuti in corrispondenza di casa di La Pietra. A partire dall’ora di pranzo e fino a metà pomeriggio, come è noto, Bacci si è recato a Guidonia Montecelio presso l’abitazione della coppia Bacchio-Pomirleanu, i cognati della vittima Salvatore Bramucci.
Traditi da due anni di tabulati
In due anni di dati telefonici a disposizione, gli investigatori hanno scoperto che “solo nelle giornate del 4, 6 e 7 agosto 2022 il trio anzidetto, tra le ore 4 e le ore 6,30, si scambia delle telefonate, laddove il trio è costituito, oltre che da Pizzuti Alessio, dagli indagati Bacci c La Pietra”.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


