Omicidio di Natale – Via Polidori (nel riquadro la vittima Orobosa)
Viterbo – Omicidio di Natale, il legale dell’imputato: “Fu legittima difesa, era la vittima che lo inseguiva col coltello”.
I periti che hanno ri-trascritto i verbali d’interrogatorio a caldo, confermano che l’imputato ha sempre fornito agli inquirenti la stessa versione relativamente alla dinamica dei fatti.
Christofer avrebbe sempre negato di avere inseguito e accoltellato Orobosa, dicendo di essere stato lui inseguito in strada dalla vittima, che aveva un coltello in mano.
Sarebbe stato l’interprete dell’epoca a tradurre male dall’inglese, fraintendendo le sue dichiarazioni, che sarebbero state quindi riportate in maniera inesatta e incompleta.
E’ il caso di cronaca nera passato alla storia come l’omicidio di Natale.
Arrivati alla fine del processo, alla luce dell’esito della perizia, ha chiesto ieri il riconoscimento della legittima difesa l’avvocato di Nelson Christofer, il 32enne nigeriano per il quale l’accusa ha chiesto una condanna a 14 anni per omicidio volontario per la morte del connazionale 28enne Enogieru Orobosa, deceduto la notte stessa a Belcolle in seguito a una sola coltellata, che lo ha raggiunto all’addome in strada, tra via Polidori e via Marini, la sera del 24 dicembre 2021.
Il difensore Rolando Iorio del foro di Avellino
Per il difensore Rolando Iorio del foro di Avellino, parlano chiaro le decine e decine di pagine dei due interrogatori, di 4 e 6 ore, cui è stato sottoposto dopo l’arresto l’imputato, il quale non ha mai cambiato versione, sostenendo anche in aula, a settembre, davanti al giudice Giacomo Autizi, di essere stato inseguito lui in strada dalla vittima, armata di coltello, che lo avrebbe stretto dietro il cancello di un autolavaggio per impedirgli la fuga.
Proprio in seguito alle incongruenze emerse durante l’esame dell’imputato, il giudice ha disposto, su richiesta della difesa, una ulteriore trascrizione dei verbali di interrogatorio, nominando un nuovo interprete di lingua inglese da affiancare al perito trascrittore per la traduzione, che avrebbe chiarito come Christofer avrebbe fornito agli inquirenti, fin dal primo momento, sempre la medesima versione sulla dinamica. Ieri mattina in aula erano presenti anche i periti.
“Il mio assistito ha sempre negato di avere inseguito e sferrato lui la coltellata a Orobosa, dicendo che era stato Orobosa ad averlo inseguito in strada con un coltello in mano, per cui o si è ferito da solo nella colluttazione oppure è rimasto ferito quando Christofer è riuscito a dare una spinta al cancello per sfuggire all’aggressore”, ricorda il legale, che ha chiesto l’abbreviato, rito che prevede in caso di condanna lo sconto di un terzo della pena. I familiari della vittima sono parte civile con l’avvocato Stefania Ielo del foro di Roma.
Legittima difesa per il legale o al più omicidio preterintenzionale. “Se Christofer avesse voluto uccidere il connazionale, non si sarebbe limitato a sferrargli una sola coltellata”, torna a dire Iorio.
Per la sentenza mancano solo le repliche dell’accusa, rinviate alla prossima settimana.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

