Viterbo – Parchi e giardini storici, dal Pnrr arrivano 10 milioni e 900 mila euro per la Tuscia che fanno parte del capitolo “Programmi per valorizzare l’identità di luoghi” per i quali a livello nazionale sono previsti 300 milioni di euro. Ad evidenziarlo è il report realizzato da Unindustria e Orep, l’osservatorio Recovery plan.
Sette milioni di euro vanno a Villa Lante, Bagnaia, 2 milioni a palazzo Farnese, Caprarola, e un milione e novecento mila euro al giardino storico del castello Ruspoli, Vignanello.
Viterbo – Bagnaia – Villa Lante
“L’investimento – spiega il rapporto Unindustria-Orep – contribuisce a migliorare la qualità della vita, facendo leva sui beni culturali e promuovendo, in particolare, un’ampia azione di rigenerazione di parchi e giardini storici come poli di ‘bellezza pubblica’”. L’amministrazione responsabile è il ministero della cultura, direzione regionale musei del Lazio. “Un finanziamento – prosegue il rapporto dell’associazione degli industriali – che mira a recuperare e valorizzare tre degli edifici storici maggiormente visitati del territorio”.
I giardini del castello Ruspoli risalgono al XVII secolo e sono stati realizzati da Ottavia Orsini che aveva sposato un membro della famiglia. I giardini rappresentano uno dei migliori esempi in Italia di giardino all’italiana stile rinascimentale. Al loro interno si trova anche un labirinto.
Caprarola – Palazzo Farnese
Palazzo Farnese a Caprarola, scelto anche dal primo presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, come residenza estiva nel settennio del suo mandato, venne portato a termine dal Vignola nella seconda metà del XVI secolo, dopo che a iniziare i lavori fu Antonio da Sangallo su incarico di Alessandro Farnese. Fu Sangallo, morto nel 1546, a progettare la rocca pentagonale con bastioni angolari. Al suo interno hanno lavorato i migliori pittori e architetti dell’epoca. Taddeo Zuccari, Federico Zuccari, Onofrio Panvinio e Fulvio Orsini.
Vignanello – Castello Ruspoli
Infine Villa Lante a Bagnaia. Risale anch’essa al XVI secolo, terminata nel 1566, assieme ai due palazzi, identici anche se progettati a distanza di 30 anni, ha come maggiore attrazione i giardini costituiscono, soprattutto i giochi d’acqua, dalle cascate alle fontane fino grottini. Questa armonia di acque e la perfezione del suo flusso fu raggiunta solo quando l’architetto chiamò a sé, da Siena, uno specialista di architettura idraulica, Tommaso Ghinucci con il compito di supervisionare il progetto idraulico. Fu consultato anche il noto architetto di giardini Pirro Ligorio, ma è il genio di Ghinucci che fluisce e rivive ancor oggi nei suoi giardini. L’ideazione della villa è attribuita a Jacopo Barozzi da Vignola.
Daniele Camilli


