|
|
Tuscania – Presunti appalti irregolari, l’Anac scrive al comune di Tuscania.
Premette l’Autorità nazionale anticorruzione, “parcellizzare lavori di appalti di manutenzione al fine di aggirare la soglia prevista dalla norma, e quindi procedere con affidamenti periodici plurimi, viola la legge e i principi di libera concorrenza di non discriminazione, di parità di trattamento e di rotazione degli affidamenti” e inoltre “denota da parte delle amministrazioni pubbliche che procedono in tale direzione una incapacità o non volontà di programmazione pubblica corretta dei lavori”.
L’Anac è intervenuta “sulla violazione ripetuta e sistematica del Codice degli Appalti da parte del comune di Tuscania, nel Viterbese, negli anni dal 2019 al 2021”.
Tutto parte da una “comunicazione acquisita al protocollo dell’Autorità al n. 71592 del 04.10.2021, indirizzata anche alle competenti Procure della Repubblica e della Corte dei conti”, in cui “veniva segnalato il ricorrere di presunte irregolarità caratterizzanti l’attività negoziale posta in essere dalla stazione appaltante Comune di Tuscania” e “veniva evidenziato il sistematico ricorrere di procedure di affidamento diretto, rese possibili dall’artificioso frazionamento dei lavori da eseguire, sovente aggiudicati ai medesimi operatori economici”.
Da qui, quindi, è scaturito l’intervento dell’Autorità e la conseguente delibera n. 578 del 30 novembre 2022.
Nell’arco temporale preso in considerazione, “con particolare riferimento all’annualità 2019 – si legge nella delibera -, nel citato avvio del procedimento è stato evidenziato che l’importo complessivo degli affidamenti diretti effettuati in deroga ai sensi dell’art. 1 comma 912 della legge n. 145/2018 (legge di bilancio 2019) risultava essere pari ad euro 301.664,57, oltre ad euro 322.782,16 impiegate in circa n. 57 affidamenti diretti di importo inferiore alla soglia di euro 40.000, per i quali era stato rilasciato dal sistema informativo dell’Anac un Codice Identificativo Gara Semplificato (SmartCIG).
Anche con riferimento alle successive annualità, la percentuale di affidamenti diretti complessiva è risultata assai significativa, considerato che nel 2020 erano stati direttamente affidati circa n. 50 lavori sotto la soglia di euro 40.000,00 per complessivi euro 370.449,98, a fronte di sole n. 3 procedure sopra la soglia di euro 40.000, una concernente un affidamento diretto disposto ai sensi dell’art. 36, comma 2, lett. b) del d.lgs. n. 50/2016 per euro 54.476,00, nonché una procedura negoziata ex art. 36, comma 2, lett. c-bis del d.lgs. n. 50/2016 per euro 622.245,55 ed una ulteriore procedura ex art. 60 del d.lgs. n. 50/2016 per euro 1.190.785,92″.
E “analogamente, nel successivo anno 2021 (sino a quando rendicontato), tale annualità è risultata caratterizzata dalla presenza di circa n. 31 affidamenti diretti di importo inferiore ad euro 40.000,00 (per i quali risulta preso uno SmartCIG), per complessivi euro 162.333,57, oltre a n. 3 affidamenti diretti effettuati secondo quanto disposto dall’art. 1, comma 2, lett. a) del D.L. n. 76/2020, per complessivi euro 241.793,82″.
L’Anac, pertanto, “delibera di ritenere le procedure di affidamento dei lavori operate dal comune di Tuscania nel periodo di riferimento 2019-2021 non caratterizzate dalla corretta applicazione dei principi che regolano l’affidamento degli appalti sottosoglia enunciati dall’art. 36, comma 1, del d.lgs. 50/2016” e “dà mandato al competente ufficio dell’Autorità di inviare la presente delibera alla stazione appaltante, invitando la medesima committenza a comunicare, entro 30 giorni dalla trasmissione della presente delibera, le valutazioni condotte e le determinazioni assunte sulla scorta dei rilievi formulati“.
