Viterbo – “È come un self-service. Apri internet e vai sui portali giusti, lì trovi tutto. Scegli quella che ti pare, chiami e prendi appuntamento”. La prostituzione fai da te. Dentro e fuori le mura. Senza organizzazioni o protettori alle spalle. Completamente autogestita. Almeno da come la racconta Francesca, nome di fantasia. Straniera, una trentina d’anni. Prostituta a Viterbo da quando ne aveva 25.
“Per necessità, come molte di noi – spiega subito -, perché quando sei in un paese dove per richiedere la cittadinanza ci vogliono secoli e anche quando ne hai titolo le procedure burocratiche ostacolano ogni cosa, non hai diritto a niente. Tutto ti viene negato. Comunque sia, devi pur sempre vivere. E per vivere devi lavorare. C’è chi fa la badante, chi le pulizie, chi sta a casa a guardare i figli dei mariti e chi, come me tante altre decidono che è meglio prostituirsi. Perché si guadagna di più, non si pagano le tasse e magari, dopo qualche anno, si riesce pure a comprare casa. Dopodiché, sul piano lavorativo, scontiamo anche il fatto di essere donne. Contiamo di meno, non solo dal punto di vista dello stipendio, ma anche della possibilità di essere assunte. Figuriamoci poi se siamo straniere. In tal caso, la condizione che ci viene riservata è essenzialmente di sfruttamento”.
Un mercato ricco, quello della prostituzione viterbese, che dopo il Covid si è spostato soprattutto in periferia. Almeno l’80% delle prostitute. basta consultare i portali internet che da un po’ di tempo a questa parte forniscono anche mappe e riferimenti precisi, assieme all’età, alla descrizione delle prestazioni e in alcuni casi anche i commenti dei clienti. C’è perfino chi mette il qrcode per approfondire oppure chi rimanda su WhatsApp e Telegram.
“In periferia, dopo il Covid – commenta Francesca – è molto meglio, non si dà nell’occhio. Il rischio è essere viste come una specie di untrici, cioè persone che diffondono virus e malattie. Nei quartieri fuori le mura invece si è più nell’anonimato. Poi viviamo prevalentemente in casa, perché anche con i vicini non vogliamo avere problemi”.
La città dove prostituirsi è legata spesso alla presenza di una rete amicale o parentale già presente sul posto. “Le prostitute che vengono a Viterbo – sottolinea Francesca – lo fanno perché qui hanno amiche o parenti cui appoggiarsi e dividere l’appartamento, pagando la quota che spetta. Molte restano solo qualche mese, da due a sei in media. Poi cambiano città, utilizzando sempre le stesse reti. Altre decidono di restare”.
Il portale Moscarossa
I siti internet principali, almeno quelli consultati, ma ce ne sono diversi altri qua e là negli anfratti della rete, sono quattro: Incontriamoci, Bakeka incontri, Viterbo trasgressiva e Moscarossa. Si tratta soprattutto di portali nazionali dove è possibile scegliere la tipologia di prostituzione, donne, trans, uomini, e la provincia di riferimento. E quella di Viterbo, in certi casi spacchettata per città e provincia, è piuttosto corposa. Decine e decine di annunci, se non addirittura molto più di cento. Uno di questi ne riporta anche 150 circa. A volte ripetuti, spesso diversi gli uni dagli altri. Con tanto di vademecum su come inserire l’annuncio e la data di inserimento dello stesso.
“I clienti – racconta Francesca – sono di tutti i tipi. Dall’operaio, al professionista fino al dirigente e al politico. Non manca nessuno. Qualcuno si lamenta perché la persona che trova non corrisponde alla foto del sito internet. Ma alla fine, poi, tutti quanti si fermano, senza tener conto, una volta davanti alla porta, di chi hanno di fronte. Entrano, fanno e se ne vanno. Qualcuno ritorna. Quasi tutti sono gentili o comunque non fanno problemi. A giocare, però, è soprattutto il timore di essere scoperti in veste di clienti di prostitute e andare così incontro a un giudizio morale, oppure a guai con le rispettive famiglie, che preferiscono invece evitare. Possiamo arrivare anche a dieci clienti al giorno”.
L’età media si aggira tra i 25 e i 30 anni. Prevalgono le prostitute straniere, ma dopo il Covid molte sono anche italiane, cosa che viene specificata nell’annuncio, diversamente dalle prime. E spesso, per le italiane, si legge anche “no stranieri”. C’è anche chi dichiara di avere 48, 50 e 55 anni.
Il portale Viterbo Trasgressiva
“Prima della pandemia – sottolinea Francesca – ci concentravamo in particolar modo nel centro storico. Gli affitti delle case qui costano di meno e ci sono meno vicini di casa e famiglie da gestire. Non solo, ma eravamo anche molto gradite dai bar. Nei momenti liberi ci andavamo, ci fermavamo a lungo, consumavamo molto e pagavamo senza fare problemi. Con bevute che superavano i 100, 150 euro per volta. Dopo il Covid la scelta è stata quella dell’anonimato, anche per tutelare la nostra incolumità. Non si sa mai chi hai di fronte”.
Il portale Bakeka incontri
Sui siti internet, oltre alla città di Viterbo, si trovano riferimenti pure per Montefiascone, Orte, Corchiano, Tarquinia, la zona del lago di Vico.
Uno degli annunci. “Prova e non ti scorderai di me! Prenditi un momento per te e gustati la meraviglia di una bella ragazza con un corpo bello e snello. Sono la compagna passionale e solare per i momenti più eccitanti della tua giornata, vedrai come posso trasformare un incontro occasionale in un momento indimenticabile! Ti aspetto dalle 9 di mattina fino alle 21 di sera in un ambiente pulito e riservato. Se non rispondo alla tua chiamata puoi anche richiamare, ti risponderò il prima possibile. Baci! No stranieri, no chat, no numeri sconosciuti”.
Uno dei commenti invece dei clienti, corrispondente a un altro annuncio. “La chiamo e all’orario definito la raggiungo, posto abbastanza tranquillo parcheggio nelle vicinanze, ma si rischia di essere visti dai vicini! Lei corrisponde alle foto, non male come ragazza, il problema semmai è nel luogo, un’anticamera con bagno dove il bagno era oggettivamente in disordine e la stanza era poco più di 2 metri per 3 con un misero letto singolo decisamente squallido! per il resto mi ha incappucciato e lo ha preso in bocca ma in maniera scatta dopo di che lo ha preso a smorza ed era evidente che voleva concludere, ho terminato a pecora ma decisamente svogliato! per meno di 30 minuti decisamente troppi viste le prestazioni e il luogo che proprio non si poteva vedere”.
I prezzi oscillano tra i 70 e i 150 euro l’ora. “Molti – spiega Francesca – fanno l’errore di pensare che il prezzo sia legato soltanto alla prestazione. Quest’ultima, certamente, gioca un ruolo fondamentale. A seconda di quello che si vuole, il costo aumenta. Ma il dato fondamentale è l’ora. Non più di un’ora, altrimenti il costo raddoppia”.
Il portale Incontriamoci
Infine il percorso che si fa per arrivare nell’appartamento di una prostituta. “Non vogliamo che chi ci telefona usi un numero anonimo – dice Francesca -, perché avere il numero del cliente è per noi una sicurezza. Se succede qualcosa, c’è almeno qualcosa da cui partire per rintracciare o cercare una persona. I pericoli sono infatti tanti, compreso quello di subire una violenza o peggio ancora essere uccise, come talvolta capita. Dopodiché, il numero da cui veniamo chiamate è sempre un termine di riferimento. Basta digitarlo su google e spesso si capisce in anticipo chi si potrebbe di fronte. Se il numero è stato inserito su un sito internet, su un social o risulta in qualche elenco on line, poi compare al momento della ricerca. E con esso, talvolta, nome, cognome e immagini.
Una volta ricevuta la telefonata e fissato l’appuntamento, diamo l’indirizzo chiedendo di ritelefonare una volta che il cliente si trova davanti al portone del palazzo. Dopo la seconda telefonata, apriamo la portone, senza mai specificare il campanello. Per non avere problemi inaspettati il giorno dopo o in quelli successivi e, soprattutto, per non essere identificate così facilmente. Il cliente infine entra e lo aspettiamo davanti alla porta di ingresso, al buio. Perché meno vede dell’appartamento e meglio è. Preferibilmente è al buio anche il pianerottolo, per non dare adito ai vicini di curiosare o riconoscere qualcuno. Infine lo portiamo subito in camera. E con le stesse modalità lo riaccompagnato all’uscita”.



