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Pugni in faccia alla ex, la difesa punta su messaggi e vocali Whatsapp

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Viterbo – (sil.co.) – Pugni in faccia alla ex, la difesa punta su messaggi e vocali Whatsapp.

In una chiavetta usb gli screenshot di un centinaio di messaggi e due vocali Whatsapp della durata di una decina di minuti l’uno che, secondo la difesa, potrebbero scagionare un giovane di 35 anni denunciato dalla ex di 52 anni e finito a processo per maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e rapina davanti al collegio del tribunale di Viterbo.

Ieri il tribunale ha nominato due perite, una italiana e l’altra romena, che dovranno provvedere alla traduzione e alla trascrizione dei messaggi, su richiesta dell’avvocato Giorgia Falchi, che difende l’imputato. Entrambi i componenti della ex coppia sono originari della Romania. 

Si è costituita parte civile con l’avvocato Luigi Mancini la presunta vittima. Titolare del fascicolo, il pubblico ministero Michele Adragna.


Viterbo - Un'auto della polizia all'ospedale di Belcolle

Viterbo – Un’auto della polizia all’ospedale di Belcolle


La presunta vittima, ascoltata in aula lo scorso 14 settembre, è finita due volte a Belcolle in un mese. La seconda con una prognosi di 25 giorni, a causa di un trauma cranico e cervicale e dei vistosi lividi riportati al collo dopo che il compagno avrebbe tentato di strozzarla. 

Il giorno di ferragosto del 2021, durante l’ennesima scenata di gelosia, l’avrebbe mandata una prima volta in ospedale, dopo averla presa per il collo, colpendola con schiaffi e pugni in faccia e scaraventandola a terra. Il tutto coprendola di insulti come “puttana” e simili nonché minacciandola di morte. 

Tra luglio e settembre, l’imputato, complice l’alcol, non avrebbe perso occasione per spiare la convivente, prendendole costantemente il telefono al fine di controllarne messaggi e telefonate e reagendo in maniera furibonda di fronte al suo disappunto, prendendosela prima solo con le cose e poi con la stessa vittima, selvaggiamente picchiata in più occasioni e costretta per l’appunto a ricorrere due volte alle cure dei sanitari dell’ospedale di Belcolle. 

Il 20 settembre 2021, la vittima sarebbe finita di nuovo al pronto soccorso, con una prognosi di 25 giorni, dopo essere stata presa nuovamente per il collo e colpita con un pugno in faccia dal compagno, convinto che lei avesse cancellato dei messaggi “sospetti” che secondo il 35enne avrebbe scambiato con altri di nascosto. 

Senza contare i danni in casa. L’imputato, durante le sue incontenibili sfuriate, avrebbe distrutto porte, mobili e suppellettili, dai piatti al televisore al telefonino sottratto alla vittima. motivo per cui deve rispondere anche del reato di rapina. 


Articoli: Riempie di botte la compagna, 35enne a processo – Afferra per il collo la ex colpendola con un pugno al volto e minacciandola di morte


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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