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Semina il panico al bar e distrugge una volante: “Abbiamo dovuto mettergli manette e fasce ai piedi”

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Viterbo - Intervento della polizia al Sacrario

Viterbo – Intervento della polizia al Sacrario – foto di repertorio

Viterbo – (sil.co.) – A processo davanti al giudice Ilaria Inghilleri il 36enne viterbese che poco dopo la mezzanotte dello scorso 11 agosto, completamente ubriaco, ha dato in escandescenze in un bar del centro, avventandosi a calci e pugni contro le vetrine dei negozi e scagliandosi anche contro i poliziotti delle due volanti intervenute sul posto in seguito all’allarme.

“Era talmente fuori di sé che, vista la pericolosità della situazione, abbiamo dovuto ammanettarlo per riuscire a condurlo in caserma”, ha spiegato all’udienza di giovedì uno degli agenti intervenuti.

L’imputato, accusato di resistenza, minaccia a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato, è difeso dall’avvocato Francesca Bufalini.

“Prima di salire ha preso a calci e pugni l’auto di servizio. Una volta a bordo, nonostante fosse stato ammanettato, ha continuano a sferrare calci, deformando uno sportello e mandando in frantumi i vetri di un finestrino, rendendo la vettura inagibile”, ha proseguito il poliziotto.

“Giunti in questura, abbiamo dovuto mettergli le fasce ai piedi perché continuava a scalciare. Infine, ha cominciato a dare testate nel muro mentre era in camera di sicurezza, per cui abbiamo chiamato il 118, che lo ha portato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle dove, prima di essere sedato, ha continuato ancora con la sua condotta violenta”, ha concluso il teste.

Il processo riprenderà in primavera, quando è prevista anche la sentenza. 


– Ubriaco crea il panico in un bar e danneggia auto della polizia


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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