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Viterbo – Dovesse durare solo dieci minuti, il Tg (date voi il numero che preferite 1…2…3) dell’emittente di Stato italiana, la Rai sembrerebbe piuttosto Tele Kiev.
Si comincia, infatti, con la panoramica dei luoghi dove cadono le bombe o da cui partono i missili: distruzioni, morti e geografia tanto lontana quanto, nel lessico, ormai famigliare. Poi, il concerto per la pace a suon di armi, diretto dalla Casa Bianca, comprensivo di fughe ed assoli presto riassorbiti nel crescendo di carri armati americani, inglesi e ora anche tedeschi, accompagnati dalla sonata apparentemente innocua di maestri non belligeranti per addestrare i combattenti.
Terzo ed ultimo tempo, il minuetto di casa nostra che garantisce l’accompagnamento nella sinfonia con la cantata parlamentare di governo ed opposizioni. Dieci minuti di tg, dunque, immagini e voci da sirene incantatrici per convincere di quanto sia giusta la guerra e che, quindi, si potrebbe pure rischiare – ed è la parte cantata a bocca chiusa ma comprensibile – un futuro di partecipazione meno ipocritamente indiretta.
Insomma, si vis pacem para bellum, àrmati per far la pace, come insegnavano gli antichi romani quando inventarono l’imperialismo.
Così andò e così va da quando l’uomo intuì che, costruendo archi e frecce, avrebbe dominato e posseduto dove e come voleva. L’industria bellica ha infatti radici primordiali, smuove capitali enormi e condiziona i governi. E’stato autorevolmente detto che “il budget più importante, oggi, è la fabbricazione delle armi e, con un anno senza fabbricarle, si risolverebbe il problema della fame nel mondo”. Il quale, per inciso, è all’origine non solo delle pressanti migrazioni dei più poveri, ma anche di possibili vere e proprie rivolte planetarie dei troppi affamati contro quelli che vivono nel benessere.
Giusto essere informati di quanto avviene nel Donbass ed in altre località di cui fino a ieri pochi conoscevano nome e ubicazione, ma la gente non è aggredita e non muore solo lì. Nel mondo ci sono, infatti, centinaia di conflitti e almeno ventidue sono, a detta degli esperti, “ad alta intensità” come in Ucraina. Di essi, tg e media o tacciono o raramente accennano. Perché?
Renzo Trappolini
