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Spacciava dai domiciliari, uno degli 11 indagati: “Se nun m’arestano, se rimettemo in moto”

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Guardia di finanza

Operazione Big Dog della guardia di finanza – foto di repertorio


Viterbo – Operazione Big Dog, il 65enne di Monte Romano si sarebbe rifornito per lo spaccio al dettaglio di tre etti di hashish e 70 grammi di cocaina per volta da un 59enne di Tarquinia, uno dei tre indagati finiti agli arresti domiciliari di 15 novembre nell’ambito del blitz antidroga della guardia di finanza.

“Se nun m’arestano, se rimettemo in moto”. Mentre era ai domiciliari, lo stupefacente gli sarebbe stato consegnato direttamente a casa. La vettura del tarquiniese era controllata dagli investigatori tramite l’installazione sulla stessa di un dispositivo gps. Gli stupefacenti, invece, sarebbero stati portati nel Viterbese da un corriere romano incensurato ed assolutamente insospettabile. 

Uno degli acquirenti del 65enne avrebbe confessato di usare un linguaggio “un po’ criptato” per concordare gli incontri, facendo riferimento al fatto di “prendere un caffè” o “prendere un aperitivo”, per incontrarsi “nei pressi di una panchina vicino casa sua”. 

Su undici indagati, l’unico in carcere è per l’appunto il 65enne di Monte Romano, già finito ai domiciliari il 13 dicembre 2021 e il 24 febbraio 2022 dopo essere stato trovato in possesso di oltre un etto di cocaina. 


Guardia di finanza - Operazione "Big dog"

Guardia di finanza – Operazione “Big dog”


Le indagini, avviate a luglio 2021, hanno permesso di sgominare un traffico di hashish e cocaina sulla tratta Roma-Tarquinia-Monte Romano, con unico canale di approvvigionamento individuato nella capitale.

“Se nun m’arestano, se rimettemo in moto”, avrebbe detto, intercettato, a uno dei coindagati il 65enne, l’unico a conoscerli tutti. Sarebbe stato così che, sottoposto alla misura cautelare dei domiciliari e non al carcere, avrebbe quindi proseguito da casa nell’attività di rifornimento e spaccio fino all’arresto a Mammagialla dello scorso mese di novembre.

Sotto la sua abitazione, lo scorso mese di agosto, secondo quanto si legge nelle oltre 170 pagine dell’ordinanza applicativa della misura, gli investigatori avrebbero ottenuto il via libera all’installazione di una telecamera per sorvegliarne i movimenti, scoprendo la regolarità delle visite del 59enne tarquiniese.

Oltre al 59enne di Tarquinia, a novembre sono finiti ai domiciliari un 37enne originario di Capo Verde, anche lui residente a Monte Romano, e un 48enne di Roma. Di Monte Romano anche un 40enne sottoposto a obbligo di firma. Sei gli indagati a piede libero, due per spaccio e quattro per favoreggiamento. Oltre 180 le cessioni di droga documentate. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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