Viterbo – Maxi blitz antidroga della compagnia di Tarquinia della guardia di finanza, il 65enne di Monte Romano finito a Mammagialla lo scorso 15 novembre avrebbe ceduto sostanze stupefacenti a una giovane assuntrice viterbese in cambio di prestazioni sessuali. Motivo per cui tra le accuse c’è anche quella di spaccio aggravato.
Il 65enne, l’unico ad essere finito in carcere, sarebbe il più “implicato” degli 11 indagati dell’operazione Big Dog, sei a piede libero (due per spaccio e quattro per favoreggiamento) e cinque sottoposti a misura (uno in carcere, tre ai domiciliari e uno sottoposto a obbligo di firma).
Difeso dagli avvocati Simona Mancini e Paolo Delle Monache, era stato arrestato altre due volte per droga di recente, a febbraio 2022 e il 13 dicembre 2021.
Tra gli undici indagati c’è una sola donna, una 46enne, che si sarebbe candidata, sempre col 65enne, a fare da canale di rifornimento per lo “speed”, la cosiddetta droga dello stupro.
Guardia di finanza – Operazione “Big dog”
Prevalentemente cocaina e hashish, secondo le indagini delle fiamme gialle.
In tre sono finiti agli arresti domiciliari lo scorso 15 novembre: un 37enne originario di Capo Verde, anche lui residente a Monte Romano, difeso dall’avvocato Remigio Sicilia; un 59enne di Tarquinia; e un 48enne di Roma. Di Monte Romano anche il 40enne sottoposto al solo obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tutti i giorni della settimana.
Ci sarebbero poi altre due posizioni pesanti, nonostante per loro sia stata rigettata la richiesta di misura: un 45enne di Roma e la 46enne unica donna del gruppo, originaria della provincia dell’Aquila, residente a Vetralla e domiciliata in provincia di Parma.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
