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Tusciaweb nasceva nel 2003, per 20 anni abbiamo… “coltivato la rosa bianca”

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Alfredo Frassati primo direttore della Stampa di Torino

Alfredo Frassati direttore della Stampa di Torino

Coltivo la rosa bianca
a giugno come a gennaio
per l’amico sincero
che mi dà la sua mano franca.

E per il crudele che mi strappa
il cuore con cui vivo,
né cardo né ortica coltivo,
coltivo la rosa bianca.

José Martí
Versos Sencillos


Viterbo – Venti anni appena compiuti, Tusciaweb nasceva nel 2003. Oltre centomila lettori che fanno riferimento a Tusciaweb quotidianamente. Ma non basta, come tutti i giornali del Mondo, iniziative culturali. Dalla grande mostra con i disegni erotici di Boccasile, sotto lockdown con le città che facevano da platea, al premio fotografico annuale dedicato a Pier Paolo Pasolini La forma della città, al Festival degli Etruschi, a Viterbo città del mare… – Tuscia terra di Welles, Pasolini e Fellini, per arrivare ai Pirati della bellezza – Il festival dei diritti che ha visto tra gli ospiti Alessandro Haber, Mariangela Pira, un grande inviato come Massimo Nava, Paolo Crepet, Giampiero Mughini, Toni Capuozzo, Luca Telese, Giuseppe Cruciani, Pino Arlacchi, Vladimir Luxuria, Enrico Mentana, Marcello Baraghini. E poi, va sottolineato, una seconda e quinta carica dello stato: Pietro Grasso, già presidente del senato, e Giovanni Maria Flick, già presidente della corte costituzionale. 

Ma di cariche eminenti ce ne sono state altre che hanno incrociato la nostra attività giornalistica ed editoriale. L’attuale presidente del consiglio, Giorgia Meloni, che da ministra, era il 18 dicembre 2011, venne a visitare la redazione. E poi abbiamo avuto anche un presidente del parlamento europeo in carica al tempo, Antonio Tajani, che è venuto a fare una lezione al nostro corso di giornalismo, Tusciaweb academy. Era il 23 aprile 2019. E ancora: Fausto Bertinotti, già presidente della camera, Emma Bonino, già commissaria europea, che compaiono tra gli intervistati nel nostro libro Annus Horribilis – Dodici mesi col Covid. E tanti altri che ci sono venuti a trovare nel tempo.

La Tusciaweb academy è stata un’altra delle nostre iniziative culturali. Interrotta a causa del lockdown, ma che abbiamo intenzione di riprendere proprio in questo anno che inizia, in forma del tutto differente dal passato. Insomma: mentre si lavora non ci si pensa mai, ma di cose se ne sono fatte.

Ultima nata la casa editrice del giornale che ha già prodotto due libri: Annus Horribilis – Dodici mesi col Covid e Mussolini ama molto i bambini – I libri della scuola elementare e lo stato totalitario fascista. E ne ha in cantiere altri tre.

I pirati della bellezza - Pietro Grasso con Carlo Galeotti

I pirati della bellezza – Pietro Grasso con Carlo Galeotti


Una storia complessa, fatta di grandi numeri. Ne ricordiamo solo alcuni. La pagina Facebook con quasi 149mila follower, il canale Youtube con 6,7 milioni di visualizzazioni. Grandi numeri che a noi sembrano sempre troppo piccoli, vista la mole di lavoro che c’è dietro.

Negli ultimi 12 anni le visite al sito del giornale sono state 257.928.218, gli utenti 48.311.628, le visualizzazioni di pagina 599.905.201, dati Google Analytics. Uno dei giganti del web a livello nazionale dopo i supergiganti, ovviamente.

In buona sostanza questa è stata la nostra storia, la storia del più grande giornale solo on line del centro Italia. Più grande per la parte on line e per quanto riguarda Facebook di giornali storici come Il Tempo, Il Giorno, Milano-Finanza. Solo per ricordare i più blasonati. Più grande come follower e come interazioni settimanali, per esempio. 

Dicevamo un gigante che ha un’audience nazionale ma pianta i suoi piedi su una realtà locale come la Tuscia che va da Acquapendente a Civitavecchia.

E a farlo grande, questo giornale, sono stati i redattori, la redazione estesa, i collaboratori amministrativi, pubblicitari e tecnici, ma soprattutto i suoi lettori, che non solo quotidianamente ci leggono, ma contribuiscono continuamente e assiduamente alla stesura del giornale. Un esempio di citizen journalism, come si legge nella testata, perché i lettori non sono parte passiva ma attivissima. Arrivano sul posto dove accadono i fatti prima di qualsiasi giornalista. Segnalano fatti che rimarrebbero sconosciuti. Denunciano inefficienze. Mostrano, con le loro foto, la bellezza del Mondo e ciò che non va. Recensiscono eventi e spettacoli. Tusciaweb è un esempio paradigmatico di giornalismo partecipativo. Caso raro nel panorama italiano. Molto più diffuso negli Usa. Lettori attivi, va detto, ma anche fedelissimi e in continuo aumento.

I pirati della bellezza - Vladimir Luxuria nella sede di Galeotti editore

I pirati della bellezza – Vladimir Luxuria nella sede di Galeotti editore


Anche sul piano pubblicitario col tempo l’apporto degli inserzionisti nazionali è aumentato fino ad essere di gran lunga maggioritario come si può vedere. Da anni abbiamo a che fare con decine e decine di aziende nazionali e multinazionali. E per un editore puro, altro caso raro, questo è di grande importanza.

Abbiamo superato momenti difficili come la pandemia nella fase più grave e speriamo di superare la crisi dovuta alla terribile guerra nel cuore dell’Europa.

Per il nuovo anno continueremo a fare il giornale che abbiamo sempre fatto ma con prospettive più ampie. Con Civitavecchia guarderemo sempre più verso il mare e verso Roma. Ci stiamo lavorando senza annunci trionfali, ma lavorando sodo come nostra tradizione. Dando notizie. Giorno dopo giorno. Saremo più presenti sui social. Chiediamo ai nostri lettori di partecipare ancora di più di quanto hanno fatto fino a oggi. Il giornale è soprattutto al loro servizio. Ed è fatto anche da loro.

Ma riteniamo, come abbiamo già ricordato più volte negli anni, che sia fondamentale il pronunciamento della suprema corte americana del 1971 che dava torto al presidente Nixon e ragione al Washington Post e al New York Time che avevano diffuso i Pentagon Papers (“Carte del Pentagono”), documenti top-secret in 7mila pagine del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America sulla guerra del Vietnam. Pronunciamento che questa volta riportiamo in modo esteso, ne vale la pena per la sua bellezza. Per il suo rigore. Per la sua forza in difesa dello stato di diritto. Dei cittadini. Per il pathos che emana. Per il profumo di democrazia vera che si percepisce.

I pirati della bellezza - Toni Capuozzo accolto da Carlo Galeotti

I pirati della bellezza – Toni Capuozzo accolto da Carlo Galeotti


“Nel primo emendamento i padri fondatori hanno dato alla libera stampa la protezione che essa deve avere per realizzare il suo essenziale ruolo nella nostra democrazia – scrive la suprema corte -. La stampa doveva servire i governati, non i governanti. Il potere del governo di censurare la stampa fu abolito affinché la stampa rimanesse per sempre libera di censurare il governo. La stampa fu protetta affinché potesse rivelare i segreti del governo e informare il popolo. Solo una stampa libera e indomita può effettivamente svelare gli inganni del governo”. Questo il pronunciamento della suprema corte. Come dire: una stella polare. Un bell’esempio di difesa dello stato di diritto. E quindi dei cittadini. Un mantra del cittadino in uno stato costituzionale democratico. Che ogni giornalista dovrebbe leggere ogni giorno. E forse dovrebbe leggere ogni governante, a iniziare da certe amministrazioni locali per arrivare al governo della nazione. 

Come diceva, in piena anticipata sintonia con la corte suprema americana, un grande direttore ed editore, Alfredo Frassati, al quale ci legano non poche caratteristiche dal punto di vista editoriale e umano, per fare un giornale degno di questo nome ci vuole: “In prima pagina un articolo contro il governo, in terza un elzeviro di un professore che nessuno legge, e poi tanti fatti di nera, delitti e processi”. È questa la ricetta spiccia per un giornale popolare di un direttore come Frassati che, va ricordato, non si piegò alla leggi fascistissime e fu costretto a vendere il suo giornale. Un grande e indomito direttore della Stampa di Torino. 

Noi abbiamo aggiunto alla ricetta di Frassati la pignola tutela della presunzione di innocenza come prevede la nostra costituzione all’articolo 27. Ricordando il principio in tutti i nostri articoli che riguardano questioni penali e giudiziarie fino a sentenza definitiva. E siamo l’unico giornale a farlo in Italia. Nel Mondo non sappiamo con certezza, ma non ci risultano casi simili.

Poi tutti possiamo sbagliare. Ci mancherebbe. Ma almeno sul piano teorico le idee devono essere chiare e distinte per dirla con Descartes. Che Dio ce lo conservi.

Buon anno! E che sia un anno in cui “buon giorno” voglia dire davvero buon giorno, come direbbe il Cesare Zavattini di Miracolo a Milano.

Noi continueremo a coltivare la rosa bianca, come José Martí. Proprio per questo oggi non possiamo non dirci iraniani. Siamo iraniani. Sono iraniano. Al fianco dei ragazzi e delle ragazze in lotta per la loro libertà. Per  la nostra libertà. 

Tutto nel nostro ventesimo anno di vita di Tusciaweb e a cento anni dalla nascita di don Milani.

Carlo Galeotti


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