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Viterbo – (sil.co.) – Minorenne aggredita nel parcheggio di un distributore il 26 dicembre, almeno uno dei due adulti indagati per violenza sessuale in concorso, in seguito alla denuncia, si sarebbe rifatto vivo con la presunta vittima.
Si tratta di un 28enne e di un 60enne, d’origine nordafricana, entrambi residenti in un centro dell’Alta Tuscia, il più anziano con un precedente specifico.
Uno dei due, avrebbe avvicinato per strada la quindicenne, cercando di fermarla e di parlarle, col dire che voleva chiederle scusa. Un episodio grave, qualora dovesse essere vero, che potrebbe costargli un aggravamento della posizione. Attualmente entrambi sono indagati a piede libero.
Sabato scorso, 4 febbraio, nel frattempo, la versione della vittima e dei tre minori che avrebbero assistito agli abusi, è stata cristallizzata nell’incidente probatorio davanti al gip del tribunale di Viterbo. Assistiti da una psicologa, la parte offesa, due sedicenni e un tredicenne, avrebbero confermato le accuse contenute nella denuncia presentata il giorno successivo all’aggressione.
“Mi hanno accerchiata, toccata, baciata e hanno cercato di farmi salire a forza sulla loro macchina”, avrebbe confermato la ragazza, interrogata in modalità protetta.
L’aggressione sarebbe avvenuta il giorno di Santo Stefano nel parcheggio di un distributore dove la vittima aveva appena lasciato il motorino. Il 28enne l’avrebbe anche baciata sulla bocca mentre si divincolava.
“Ah bella, vieni qua, vieni con noi”. Sarebbe cominciato a parole l’approccio della coppia, due stranieri d’origine nordafricana, indagati per violenza sessuale aggravata in concorso, che sarebbero quindi passati in breve dalle parole ai fatti.
Il 28enne sarebbe stato il primo ad avvicinare la quindicenne – abbracciandola, stringendola e baciandola sulla guancia – nonostante la ragazzina gli intimasse di lasciarla stare.
Quindi si sarebbe avvicinato anche il sessantenne e per la minorenne, messa nel mezzo dai due uomini, sarebbero scattati minuti di vero e proprio terrore.
Il più anziano l’avrebbe afferrata per un braccio, tirandola verso la vettura per farla salire a bordo, toccandole la schiena e insistendo perché salisse in auto con loro. Il più giovane, intanto, avrebbe continuato a metterle le mani addosso, facendosi sempre più spinto e insistente, palpeggiandole l’inguine, il seno e anche lui la schiena.
Prima che la quindicenne riuscisse a divincolarsi e mettersi in salvo, il trentenne sarebbe riuscito a stringerla a sé con un gesto repentino e a baciare la vittima sulla bocca.
L’incidente probatorio è stato richiesto lo scorso 17 gennaio dalla procura al giudice per le indagini preliminari Rita Cialoni che, alla luce dei primi riscontri investigativi, ha ritenuto fondata la necessità espressa dal pubblico ministero titolare del fascicolo di provvedere all’assunzione delle testimonianze al fine di accertare le condotte descritte nell’imputazione provvisoria di violenza sessuale aggravata in concorso a carico dei due indagati.
Articoli: Quindicenne aggredita da due uomini al distributore: “Mi hanno accerchiata e cercato di far salire sulla loro macchina” – Violenza sessuale su una 15enne il giorno di Santo Stefano, indagati un 28enne e un 60enne
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
