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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ad un anno dallo scoppio della guerra fra diversi interessi economici e finanziari a morire sono lavoratori e proletari.
Salutiamo con entusiasmo chi diserta la leva di entrambi gli schieramenti e a maggior ragione quindi il nostro compito è quello di demistificare, bloccare e boicottare l’intervento militare italiano in Ucraina e in tutti gli altri paesi dove è presente con le cosiddette missioni di “pace”.
La guerra la dobbiamo muovere noi contro i padroni per una radicale trasformazione di questa società, per una società nuova e veramente in pace, rifiutiamo quindi la “pace” del capitale quella del normale e quotidiano sfruttamento nei nostri confronti.
A Viterbo è necessario dare un segnale forte di opposizione alla guerra imperialista nel segno della solidarietà internazionale tra le sfruttate e gli sfruttati.
Basta con l’invio di armi, uomini e soldi da parte del Governo italiano nei vari scenari di guerra.
Dirottare gli 800.000.000 di euro destinati al riarmo nella sanità, nella scuola, nei servizi essenziali.
Prendere esempio dai portuali di Genova, Livorno, Napoli e dagli aeroportuali di Pisa: bloccare l’invio di armi e mezzi da guerra.
Sabato 25 febbraio alle 10 presizio davanti al Cale (Centro addestrativo aviazione esercito) in strada Tuscanese, 28.
Tuscia in Lotta
