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Canino – Rapina a mano armata alla cooperativa agricola di Canino, ai domiciliari da lunedì il pregiudicato 44enne di Viterbo arrestato la scorsa estate. Uno specialista dei colpi con pistola, scorrendo il curriculum criminale dell’imputato, A.N.S., con una predilezione per le farmacie.
Nel frattempo è stata rinviata a primavera l’udienza di ieri del processo “Doganella” davanti al collegio del tribunale di Viterbo, che avrebbe dovuto ascoltare i primi testimoni dell’accusa. Per il 44enne si procede infatti col rito ordinario, mentre il presunto complice ha chiesto di patteggiare tre anni e quattro mesi.
Non si è invece costituita parte civile nessuna delle parti offese, ovvero i tre dipendenti minacciati con una pistola semiautomatica dai due banditi coi volti travisati da passamontagna che hanno fatto irruzione nei locali della cooperativa, in località Roggi, facendosi consegnare un bottino attorno ai duemila euro.
Vittime tre dipendenti, due uomini che erano in magazzino e una donna in ufficio, costretti poi a sdraiarsi sul pavimento coi polsi legati con delle fascette di plastica, in modo da ritardare l’allarme, mentre i banditi si davano alla fuga.
Il colpo alla Doganella di Canino risale alle 18,30 circa del 6 novembre 2020, ma la coppia di banditi è stata arrestata soltanto l’anno scorso, nel 2022, quando sono stati identificati grazie alle tracce di Dna rilevate sulla scena del crimine.
Il 44enne è stato raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare nel carcere di Grosseto, dove nel frattempo era finito in seguito a una tentata rapina commessa cinque mesi dopo il colpo di Canino, 7 aprile 2021.
Il 15 aprile dell’anno scorso, nel frattempo, il 44enne e un complice sono stati condannati in primo grado a 4 anni e 8 mesi ciascuno, con lo sconto di un terzo dell’abbreviato, dal tribunale di Terni. A.N.S. in quanto esecutore materiale di due colpi a mano armata, sempre in farmacia, messi a segno il 29 marzo 2021 a Terni e a Ponte San Giovanni in provincia di Perugia. L’altro, un 48enne casertano residente a Montalto di Castro, in quanto palo. A Terni il bottino era stato di circa duemila euro, di circa 1700 euro a Perugia.
Sentenza non definitiva, per cui il 6 febbraio, dopo quasi due anni dietro le sbarre, gli sono stati concessi i domiciliari. Misura già disposta lo scorso dicembre dal tribunale di Viterbo per la rapina a Canino, su istanza del difensore Luigi Mancini, ma non eseguita per via dell’arresto nel capoluogo toscano e delle due rapine messe a segno in un sol giorno in Umbria, sempre nella primavera di due anni fa.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

