Viterbo – (sil.co.) – Avrebbe dato delle “puttane di merda” a due vigilesse che gli intimavano di spostare la macchina il giorno della Via Crucis a Bagnaia, urlando loro “ve faccio ammazzà”. Se l’è cavata con una condanna a otto mesi per resistenza a pubblico ufficiale, mentre è stato assolto dall’accusa di oltraggio.
Polizia municipale e polizia – Immagine di repertorio
Si è chiuso così, nel pomeriggio di ieri, davanti al giudice Alessandra Aiello il processo a un viterbese, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, cui le due agenti della polizia locale avevano chiesto di spostare la macchina, facendogli notare il cartello di divieto di sosta messo vicino a un alimentari, dove la moglie sarebbe entrata per fare la spesa, in previsione della processione in programma di lì a qualche ora.
Nel frattempo sono passati sei anni da quella quasi fine quaresima costata cara all’automobilista, la cui ribellione all’intimazione di spostare la macchina si è trasformata in un lungo processo, davanti a diversi giudici che nel frattempo si sono avvicendati al monocratico penale del tribunale di Viterbo.
Era venerdì santo, una ricorrenza sentitissima non solo nella frazione ma in tutto il capoluogo per via della famosa Via Crucis, quando l’imputato, residente a Bagnaia, avrebbe dato in escandescenze contro le due vigilesse del comando di via Monte Cervino, che stavano invitando gli automobilisti a sgomberare le auto in sosta lungo le strade interessate al passaggio del corteo.
“È uscito indispettito da un negozio, rivolgendosi con fare arrogante a noi che stavamo solo facendo il nostro lavoro. Quando gli abbiamo chiesto i documenti si è rifiutato, dicendo che tanto conosceva gente alla municipale, poi è andato a spostare la macchina ed è tornato indietro ancora più infuriato, con dietro una donna con un bambino che cercava di calmarlo”, ha detto una delle due parti offese durante l’udienza del 19 maggio 2021 del processo.
Il peggio doveva ancora venire. “Lungo la via piena di gente, l’imputato ha cominciato a gridare ‘ste puttane de merda, le ammazzo… mo’ chiamo chi dico io e ve faccio ammazza’’. Allora abbiamo chiamato la centrale da dove è venuto il maggiore nostro superiore con due pattuglie di rinforzo della polizia dalla questura”, ha proseguito.
Ultima perla. “Ha detto che per lui solo la polizia di stato andava bene e si è fatto identificare da loro”, ha concluso l’agente della locale.
Articoli: Dà delle “puttane” a due vigilesse e afferma: “Ve faccio ammazzà” – Dà delle “puttane di merda” a due vigilesse il giorno della Via Crucis…
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
