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“Ex terme Inps: se non fossero state cedute alla regione magari oggi sarebbero aperte”

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Viterbo – “Ex terme Inps: se non fossero state cedute alla regione forse oggi sarebbero aperte”. Invece, ancora oggi Giulio Marini è stato chiamato a parlare del perché il complesso è nel totale abbandono. Diversamente dagli altri 4 che l’istituto previdenziale dismise all’epoca.

Stavolta è il comitato ex lavoratori e l’associazione Solidarietà cittadina che punta l’attenzione sullo stabilimento. A una settimana dal voto, chiamano a raccolta i candidati consiglieri regionali del territorio.


Viterbo - L'incontro sulle ex Terme Inps

Viterbo – L’incontro sulle ex Terme Inps


Di una settantina, rispondono in quattro. Oltre a Marini (Forza Italia), Massimo Erbetti (M5s), Umberto Cinalli (Lista civica D’Amato).

La quarta, Giuseppina Barattelli, sempre della civica D’Amato, se ne va prima che il dibattito inizi.


Viterbo - Ex Terme Inps

Viterbo – Ex Terme Inps


Una chiacchierata fra intimi, dove Marini rappresenta la memoria storica, non fosse che per gli incarichi ricoperti, dalla provincia al parlamento, ma soprattutto in comune, da sindaco, consigliere e oggi candidato in regione.


Viterbo - L'incontro sulle ex Terme Inps


“Nel 1992 – spiega Marini – se non fosse stato affidato alla regione, può darsi che le terme oggi sarebbero aperte. Invece siamo fermi, con un bando per il rilancio da far partire, ma la regione deve dare l’ok, poi il comune potrà procedere”.

Proposta ferma da due anni da qualche parte in regione: “Problemi tecnici – osserva Massimo Erbetti – sono stati usati per mantenere fermo il progetto”. Invece andrebbero rimossi.

“Andava richiesto – è l’osservazione di Umberto Cinalli – un consiglio comunale straordinario, in cui chiedere un impegno alla nuova amministrazione regionale, a inserire le terme Inps fra gli impegni dei primi cento giorni”. Non è successo.


Viterbo - Ex Terme Inps


Il termalismo a Viterbo resta un sogno a metà o forse meno, rispetto alle potenzialità della risorsa mineraria e non solo. “C’è il Bullicame – continua Erbetti – la situazione alle Masse e adesso anche il Bagnaccio chiuso, con tanta gente che si è ritrovata in mano un abbonamento non utilizzabile”.

Quando l’Inps decise di chiudere i suoi cinque stabilimenti, quello di Viterbo lo cedette alla regione, diversamente dagli altri in Italia. Si aprì un contenzioso col comune. Fino al 2009.


Viterbo - L'incontro sulle ex Terme Inps


“L’allora presidente Marrazzo – ricorda Marini – mi propose di chiuderlo con un atto transattivo, cedendo il 50% all’amministrazione comunale. Fu prevista una società pubblico-privata per la gestione. Poi la legge regionale cambiò, ma fu peggiorativa”.

Dovranno passare ancora molti anni per arrivare alla proposta di rilancio che da Viterbo è partita a Roma per poi fermarsi di nuovo. Va “aggiustata”.


Ex Terme Inps - Il progetto di rilancio

Ex Terme Inps – Il progetto di rilancio


Siamo a oggi, ci penserà la nuova amministrazione regionale, si spera. E lo sperano soprattutto Maria Immordino di Solidarietà Cittadina e Franco Marinelli, comitato ex dipendenti. Lui, che la battaglia l’ha cominciata ancor prima che le terme chiudessero, addirittura cinque anni prima, quando oramai era nell’aria. E siamo ancora qui.

Giuseppe Ferlicca


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