Viterbo – Fede e politica, insieme possono andare d’accordo. Dipende. A due settimane dalle elezioni, difficile.
Ieri sera all’istituto San Pietro, incontro fra quattro candidati al consiglio regionale del Lazio, Alessandra Troncarelli (Pd), Giulio Marini (FI), Daniele Sabatini (FdI) e Roberto Latagliata (Demos).
Viterbo – L’incontro fra i candidati all’istituto San Pietro
Una vita tra fede e politica: scelte e impegni per la cultura e la società, il tema del dibattito. Originale momento di confronto, che si è trasformato in una poco originale occasione di scontro. Sugli interventi, il tenore, il tono, il contenuto.
Punzecchiature fra Troncarelli e Sabatini, sui risultati raggiunti in regione e sugli ospedali chiusi nella Tuscia, secondo l’esponente FdI. “Ma quali?” gli ha replicato la candidata Pd, che è pure assessora regionale uscente.
Giulio Marini
E quando Marini parla del pronto soccorso nel caos, a sbottare è Latagliata, che di professione è dottore proprio a Belcolle. Platea dello scontro che si apre anche col pubblico. Sulla sanità, ma pure sui migranti. Tema giusto un po’ divisivo.
È la politica, abbiate fede. E quando i politici sono lasciati “a briglia sciolta” a due settimane dal voto, non c’è pietà per nessuno.
“Fede – spiega Troncarelli che è assessora regionale al Welfare – è tendere la mano verso chi ha bisogno. Vicinanza non è solo stare al fianco alle persone, ma sostenerli in modo concreto”.
Alessandra Troncarelli
Giulio Marini torna al settembre 2009. Papa Benedetto a Viterbo: “La sua volontà era di mettere a disposizione forze, energie. Quando ero sindaco, col mio assessore che era Sabatini, con la più grossa crisi mondiale mai vista, nei bilanci raddoppiammo gli importi da destinare alla povertà”.
Mentre per Daniele Sabatini, l’impegno è: “Fare tutto il possibile per rendere migliore la vita a chi ci sta vicino”. E poi ricorda un paio d’interventi, dagli oratori alla Trasversale, quando governava il centrodestra.
Daniele Sabatini
Roberto Latagliata, invece ha posizione diversa: “Non ho risultati da dare, non sono mai stato in politica e non ho posizione da difendere. Essere cattolici vuol dire provare a risolvere i problemi della gente, al di là delle posizioni politiche”.
Roberto Latagliata
Alla fine, della vita tra fede e politica s’è capito ben poco, ma dopo il 13 febbraio sarà tutto più chiaro. Abbiate fede e un po’ di pietà per chi è stato costretto ad ascoltare.
Giuseppe Ferlicca




