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Viterbo – (sil.co.) – Nuovi guai giudiziari per il buttafuori 23enne di Pomezia Daniele Nuomi, difeso dall’avvocato Luigi Mancini del foro di Viterbo. Stavolta deve fare i conti con una richiesta di rinvio a giudizio per ricettazione del tribunale di Velletri per un fatto accaduto a Ariccia il 6 ottobre 2020, quando avrebbe dovuto essere ai domiciliari a Pomezia in seguito all’arresto, il precedente mese di aprile, per lo stupro di una minorenne della provincia di Viterbo.
In pratica, mentre avrebbe dovuto essere ai domiciliari, sarebbe rimasto coinvolto in una lite per strada e gli hanno trovato la somma di quattromila euro in contanti nascosti in un calzino di cui non ha saputo spiegare la provenienza.
Quella notte fu portato al pronto soccorso in seguito a un pestaggio da parte del conducente e del passeggero di una vettura che a detta sua lo avrebbe investito, mentre a detta loro sarebbe stato lui a tentare di dare una fregatura stile “truffa dello specchietto”, fingendosi un pedone e buttandosi a terra per simulare un incidente mai avvenuto.
Una passante avrebbe assistito alla rissa, facendo scattare l’allarme e Nuomi sarebbe finito al pronto soccorso, dove tolte le scarpe al paziente, gli sono stati trovati 4mila euro in contanti in un calzino di cui non ha saputo spiegare la provenienza, da cui l’iscrizione a piede libero nel registro degli indagati per ricettazione e ora la richiesta di rinvio a giudizio al tribunale di Velletri.
La somma, in base a quanto emerso, sarebbe stata il provento della vendita di alcuni gioielli che gli avrebbe spontaneamente ceduto una donna conosciuta nel frattempo, per aiutarlo viste le difficoltà economiche dovute all’arresto per stupro.
Intanto Nuomi è di nuovo dietro le sbarre, in attesa del processo d’appello, il 21 febbraio, contro la condanna in primo grado a 16 anni per violenza sessuale e altri reati ai danni della17enne viterbese agganciata a fine 2019 in una discoteca della Tuscia dove lavorava nella security.
La condanna del collegio del tribunale di Viterbo risale allo scorso 28 settembre, pochi giorni dopo essere stato rimesso in libertà, in quanto giudicato sano di mente, dalla Rems dove era ricoverato. Dal 7 dicembre è detenuto nel carcere a Regina Coeli per avere violato l’obbligo di dimora a Pomezia, facendosi denunciare per truffa da un tassista e per stalking da una studentessa.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
