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Santa Marinella – Riceviamo e pubblichiamo – Il processo a carico dei responsabili del “Monello del Mare” è stato un processo che si è protratto per molti anni, con l’audizione di tanti protagonisti di questa vicenda, persone che hanno vissuto e ruotato intorno ed all’interno della casa famiglia.
Personalmente sono stato coinvolto assai, data la mia personale e ventennale amicizia con Fabio Tofi e le altre imputate.
Sapevo che erano innocenti, che non avevano commesso nulla di cui alle accuse loro mosse, come poi dimostrato non solo dalle testimonianze rese, ma anche dalla mole della documentazione prodotta.
Vengono rispedite al mittente anche le infanganti accuse rivolte da personaggi che emettono sentenze senza processi e senza nulla conoscere, non solo agli imputati ma anche alla magistratura appartenente al tribunale per i minorenni.
Auguro a Fabio, Emanuela, Annalisa, Silvia e Edit di riprendersi in mano le loro vite, e di far rimarginare il più velocemente possibile questa profonda ferita.
L’avvocato Vincenzo Dionisi
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


