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La guerra venne di notte, silenziosa…

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Viterbo – (eu.st.) La guerra venne di notte, silenziosa. L’Italia dormiva ancora quando i primi carrarmati russi sono entrati violentemente in territorio ucraino, un anno fa. E non solo l’Italia dormiva, ma dormiva pure tranquilla. Che il mondo, si sa, è pieno di minacce e tensioni, ma la guerra… La guerra è un’altra cosa. La guerra è una cosa seria, da adulti. Figuriamoci poi in Europa, dove non si combatte da tanti anni e a nessuno viene in mente di menar davvero le mani in casa propria.

Guerra in Ucraina - Fonte: Zelenskiy Official (Telegram)

Guerra in Ucraina – Fonte Telegram – Zelensky Official


Sta di fatto che quasi nessuno se l’aspettava, ma la guerra quella notte è arrivata davvero. E al risveglio, la mattina dello scorso 24 febbraio, il mondo era radicalmente cambiato. Le bombe e le armi non erano più custodite nei magazzini, ma squarciavano il cielo d’Europa. Colpivano indiscriminatamente militari e civili, caserme e ospedali. Neanche il tempo di godersi il ritorno alla normalità dopo due anni di Covid, che quel virus invisibile che tanto aveva ucciso in tutto il mondo sembrava già un qualcosa di lontano. Perfino di innocuo, in confronto alla brutalità della guerra.

E così la mattina del 24 febbraio 2022 le immagini della televisione e le notizie dei giornali ci hanno sbattuto fastidiosamente in faccia la verità, proprio quella che forse per troppo tempo avevamo voluto ignorare. E cioè che la guerra esiste ed è vera. Che possiamo anche illuderci di tenerla lontana dai nostri confini o possiamo farla combattere ad altri al posto nostro. Ma c’è, c’è sempre stata e sempre ci sarà. E che forse è bene conoscerla, è bene sapere quando sta per arrivare, è bene fiutarla. Per potersi organizzare o, nel migliore dei casi, per poter intervenire politicamente e diplomaticamente prima che partano le bombe.

Guerra in Ucraina - Fonte: Zelenskiy Official (Telegram)

Guerra in Ucraina – Fonte: Zelensky Official (Telegram)


È vero, infatti, che quella notte la guerra venne silenziosa. Ma è altrettanto vero che un po’ di rumore prima l’aveva fatto. Anzi, ne aveva fatto parecchio. Stava urlando almeno dal 2013, dalle proteste europeiste in piazza Maidan a Kiev contro l’allora presidente filorusso Viktor Yanukovich che sono costate la vita a oltre cento manifestanti. Stava urlando anche nel 2014 con lo scoppio della guerra in Donbass e l’annessione della Crimea alla Russia e ha continuato a farlo per tutti gli anni successivi. La guerra in Ucraina stava urlando da almeno otto anni e chiedeva solo che il mondo volgesse lo sguardo in quel martoriato angolo di terra.

Eppure solo in pochissimi se ne sono accorti. Almeno fino ai primi giorni del 2022, quando i toni si sono fatti di colpo più aspri e ha cominciato a insinuarsi in ognuno il dubbio che forse la situazione ci era ormai sfuggita di mano. E per di più sotto i nostri occhi. E infatti di lì a pochi giorni è iniziata davvero quella che in Russia si deve chiamare “operazione speciale” e che noi abbiamo invece la libertà di chiamare con il vero nome senza rischiare di finire in carcere: la guerra.

Guerra in Ucraina - Kiev - L'esplosione al centro commerciale

Guerra in Ucraina – Kiev – L’esplosione al centro commerciale


A pensarci bene è davvero paradossale: Putin non vuole nemmeno che quella parola si nomini, eppure ricorre alla guerra sistematicamente. Sì, perché è bene ricordare a chi ancora prova fascinazione nei confronti del capo del Cremlino, che quest’ultimo è intervenuto militarmente in Cecenia nel 1999, ha invaso la Georgia nel 2008, ha annesso la Crimea nel 2014, è intervenuto in Siria a sostegno di Bashar al-Assad nel 2015, nel 2017 ha inviato mercenari in Libia per supportate il generale Khalifa Haftar, nel 2021 ha dato il via a un “intervento di pace” in Nagorno-Karabakh e lo stesso ha fatto nel 2022 anche in Kazakistan proprio pochi giorni prima di invadere l’Ucraina. Un presidente dal grilletto facile, verrebbe da dire. Per non parlare poi del fatto che molti personaggi critici nei confronti di Putin – che siano giornalisti, oppositori politici o attivisti per i diritti umani – sono finiti nel corso degli anni dietro le sbarre o sepolti in cimitero.

Guerra in Ucraina - Fonte Telegram - Zelenskiy Official

Guerra in Ucraina – Fonte Telegram – Zelensky Official


Eppure abbiamo lo stesso chiuso un occhio. Poi anche l’altro. E a forza di far finta di niente siamo precipitati in una guerra che questa volta sì che ci riguarda davvero e da vicino. Perché ora in ballo c’è il futuro dell’assetto geopolitico mondiale, il futuro dell’Europa, il futuro delle forniture energetiche e, ancor più in generale, il futuro della democrazia liberale che viene sfidata all’interno da nazionalismi e populismi e all’esterno da autocrazie e dittature.

Tutto questo ce lo saremmo dovuti aspettare prima del 24 febbraio 2022, non a invasione iniziata. Perché la guerra era lì, nascosta in piena vista.


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