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Manifestazioni in sostegno di Cospito, tensioni a Roma e Milano

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Cronaca – Giornata di manifestazioni in diverse città italiane in sostegno di Alfredo Cospito, in sciopero della fame da 108 giorni, e contro il regime del 41 bis. Attimi di tensioni e scontri si sono verificati a Roma e Milano.


Roma - Manifestazione degli anarchici per Alfredo Cospito

Roma – Manifestazione degli anarchici per Alfredo Cospito


Soprattutto nel capoluogo lombardo, dove un gruppo di manifestanti si è staccato dal presidio organizzato davanti al carcere di Opera, dove è recluso Cospito, e si è spostato nei campi intorno al carcere per farsi sentire dalle celle. Dopo essersi avvicinati alla recinzione di sicurezza esterna del penitenziario, i manifestanti hanno lanciato verso l’interno alcuni sassi e fumogeni.

Per ragioni di sicurezza, il camminamento più esterno è presidiato da camionette e agenti di polizia in tenuta antisommossa.

Contemporaneamente è in corso una manifestazione in sostegno di Cospito anche a Roma davanti ai cancelli dei giardini di piazza Vittorio. Su alcuni striscioni si leggono frasi come “Il carcere uccide” e “lo stato tortura”.

I manifestanti a Roma sono circa 800. Dopo essere partiti da piazza Vittorio si sono mossi versi Largo Preneste. È qui che si sono verificati attimi di forte tensione. Arrivati infatti in via Prenestina, alcuni manifestanti hanno tentato di costruire delle barricate e hanno iniziato un fitto lancio di bottiglie verso le forze dell’ordine. Che, per respingerli, hanno eseguito una serie di cariche di alleggerimento.

Nel 2013 Cospito è stato condannato a dieci anni e otto mesi di carcere per aver gambizzato a Genova un dirigente dell’Ansaldo. Successivamente, quando già in carcere, l’anarchico è stato accusato di aver piazzato, nella notte tra il 2 e il 3 giugno 2006, due pacchi bomba davanti la scuola allievi ufficiali dei carabinieri di Fossano, in provincia di Cuneo, che non hanno causato né morti né feriti.

Per quest’ultima vicenda Cospito è stato condannato in appello a 20 anni di carcere e inserito nel circuito penitenziario ad alta sicurezza per reati di tipo associativo che cono sottoposti a sorveglianza più stretta. Poi, nel 2022, il ministero della giustizia ha deciso di sottoporlo al 41 bis, il cosiddetto carcere duro, sostenendo che il detenuto riusciva a comunicare con gli ambienti anarchici attraverso riviste di settore e pubblicazioni di area anarchica.


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