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Montefiascone – Riceviamo e pubblichiamo – Signore e signori, la tutela della biodiversità richiede esperienza scientifica e professionale. Il Biodistretto Lago di Bolsena insieme alle sue amministrazioni comunali mette in campo professionalità tecnico- scientifiche per il ripristino della vegetazione ripariale lacustre.
Le amministrazioni di Montefiascone e di San Lorenzo nuovo mettono a disposizione due siti sperimentali per il ripristino della vegetazione ripariale autoctona.
La cannuccia di palude (Phragmites australis), diverse salicacee e l’ontano nero (Alnus glutinosa) sono l’oggetto del ripristino; un ripristino che guarda soprattutto alla funzionalità ecosistemica delle rive del lago: biodiversità e capacità di purificazione delle acque che ruscellano al lago (effetto fascia tampone) insieme alla bellezza naturale quale attrattiva per un turismo consapevole ed evoluto.
Insieme alla perdita di habitat, le specie aliene invasive sono uno dei maggiori rischi a carico della biodiversità locale. La canna comune (Arundo donax), per intenderci quella utilizzata come tutore di pomodori e fagiolini negli orti, è una specie di origine asiatica, naturalizzata da lungo tempo nei nostri habitat con caratteri evidenti di invasività.
Sulle sponde del lago la canna comune compete fortemente con la cannuccia di palude. Quest’ultima specie, autoctona dei nostri habitat, mostra un preoccupante deperimento dovuto a numerose concause, tra le quali l’invasività della canna comune.
Il Biodistretto Lago di Bolsena sta preparando, in collaborazione con le citate amministrazioni e su finanziamento della Regione Lazio, un progetto esecutivo di ripristino di nuclei autoctoni di vegetazione ripariale a partire dalla propagazione di materiale vegetale reperito in loco.
Essendo il lago di Bolsena e le sue isole, la Martana e la Bisentina, Zone speciali di conservazione (Zsc) e Zone di protezione speciale (Zps) della Rete Europea Natura 2000, il progetto sarà accompagnato da debita Vinca, ovvero da una Valutazione di incidenza ambientale. Prerequisito del ripristino della vegetazione ripariale autoctona nei due sitisperimentali sarà l’estirpazione meccanica dei nuclei invasivi di canna comune.
A questa operazione, solo apparentemente nociva, seguirà il tempestivo reimpianto di propaguli di specie autoctone ripariali. I siti sperimentali saranno oggetto di studi scientifici e di eventi divulgativi per la comunità, con il coinvolgimento del Cnr, delle Università della Sapienza e della Tuscia nonché di naturalisti e biologi professionisti.
Gabriele Antoniella
Presidente Biodistretto Lago di Bolsena
