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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Cassa integrazione, aumentano le ore richieste dalle aziende. Rispetto al 2019, anno pre Covid, in provincia di Viterbo la crescita è stata del 40%”. La conferma arriva da un rapporto dell’ufficio studi della Uil.
“Questo – specifica il segretario generale della Uil di Viterbo e Civitavecchia, Giancarlo Turchetti – ha permesso di salvare numerosi posti di lavoro nonostante la crisi. Sia quella successiva alla pandemia, sia quella che ormai colpisce il mondo del lavoro da almeno un decennio”.
Il rapporto Uil si concentra anche sui dati riguardanti i due anni di Covid. “Dati che – spiega Turchetti – rappresentano un unicum rispetto ai conteggi fatti perché si è trattato di un periodo straordinario durante il quale l’intero paese si è fermato. In questi due anni le ore di cassa integrazione autorizzate sono state oltre 8 milioni nel 2020 e 4 milioni nel 2021”.
A livello nazionale nel 2022, alle aziende sono state autorizzate 594,5 milioni di ore di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, “il che significa dire – ha poi aggiunto Ivana Veronese della segreteria nazionale Uil – che questo strumento ha salvaguardato, secondo una nostra stima, il posto di lavoro a circa 292 mila lavoratrici e lavoratori a zero ore. Rispetto al 2019, anno pre pandemia, si è registrato un aumento del 115,2%. Il 78,8% delle ore è stato assorbito dalla cassa integrazione (pari a 468,4 milioni di ore, di cui 237,9 milioni di cig ordinaria, 202,3 milioni di cig straordinaria e 28,2 milioni di cig in deroga) ed il restante 21,2% dai Fondi di Solidarietà (126,1 milioni di ore)”.
La cassa integrazione ha registrato un aumento dell’80,4% rispetto al 2019, mentre i Fondi di solidarietà del 658,4%. Rispetto al 2020, anno di piena pandemia, il 2022 registra una riduzione di ore pari all’86,3% (nel 2020 furono autorizzate oltre 4,3 miliardi di ore tra cassa integrazione e Fondi di solidarietà); rispetto al 2021, la flessione è del 78,9% (quando le ore autorizzate furono oltre 2,8 miliardi).
I dati relativi alle macroaree, informano poi che il Nord, nel 2022, ha raggiunto il più alto numero di ore di ammortizzatori sociali (279,8 milioni, in aumento del 120,25 rispetto al 2019), seguito dal Mezzogiorno (con 161,3 milioni di ore, ed in aumento del 93,2% rispetto al 2019) e dal Centro (con 153,4 milioni di ore e con un incremento del 133,4% rispetto al 2019). Scendendo a livello regionale, nel 2022 ai primi 3 posti per maggior numero di ore autorizzate troviamo Lombardia, Lazio e Veneto con, rispettivamente, 103 milioni di ore, 102 milioni di ore e 53 milioni di ore. Rispetto al 2019, si registrano aumenti in tutte le Regioni, con il picco in Valle d’Aosta (+1.742,4%).
Stilando una classifica provinciale, le prime tre realtà territoriali con il maggior quantitativo di ore autorizzate sono: Roma con 54,5 milioni di ore, Milano con 27,8 milioni di ore e Torino con 27,2 milioni di ore. La provincia con il minor numero di ore è Oristano con 64,8 mila ore.
“Volendo fare un confronto con il 2019 – ha sottolineato Turchetti – scopriamo che nel 2022 c’è stata una riduzione di ore di cassa integrazione in 11 Province con la flessione maggiore a Livorno (-56,4%). Una piccola precisazione rispetto ai dati provinciali: occorre precisare che per questo livello territoriale la banca dati Inps fornisce i dati della cassa integrazione, nelle sue tre gestioni, ma non anche dei Fondi di Solidarietà che, quindi, non sono presenti nelle successive tabelle e grafici riferiti alle province”.
“Le tante crisi aperte, sia vecchie che nuove – ha concluso infine Ivana Veronese – ci spingono a sostenere con forza strumenti di difesa dell’occupazione come questi, ma c’è certamente anche il bisogno di fare di più e meglio affinché si migliori il sistema delle politiche attive, di cui parte integrante è la formazione, poiché occorre dare alle lavoratrici e lavoratori gli strumenti per qualificarsi e riqualificarsi in un mercato del lavoro in continuo cambiamento, soprattutto tecnologico e digitale”.
Uil di Viterbo e Civitavecchia
