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Nessun abuso su minori, lo psicoterapeuta assolto dopo 8 anni: “Accuse infamanti, pur sapendo di essere innocenti…”

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Santa Marinella - Il blitz della polizia nella casa famiglia Monello del mare

Santa Marinella – Il blitz della polizia del 13 maggio 2015 nella casa famiglia Monello del mare


Santa Marinella – “Una serie di bugie e di cattiverie dette solo per vendicarsi”. Lo hanno sempre sostenuto il titolare della casa famiglia “Monello del mare” di Santa Marinella, lo psicologo Fabio Tofi, la moglie e le tre educatrici coinvolti nello “scandalo”. L’altro ieri sera, alla lettura della sentenza di assoluzione, giunta dopo otto anni, sono scoppiati in un pianto liberatorio.

“La notte scorsa sono stato sveglio a lungo – diceva ieri Fabio Tofi, parlando delle ore immediatamente successive a una sentenza che aspettava dal 13 maggio 2015, quando fu tratto in arresto – sono rimasto sveglio ripensando ai quasi otto anni della mia vita, otto anni infiniti, in cui io, mia moglie e le tre collaboratrici, abbiamo avuto sulle spalle il peso di accuse infamanti, sapendo di essere innocenti”.  

Tutti e cinque assolti, martedì, dal collegio del tribunale di Civitavecchia dalle accuse, contestate loro a vario titolo, di violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni aggravati, in seguito alla denuncia sporta da due sorelle viterbesi, all’epoca dei fatti minorenni, ospiti della struttura gestita dallo psicoterapeuta 63enne originario di Montefiascone, finito per 45 giorni agli arresti domiciliari, mentre per la moglie e le altre tre educatrici fu disposto il divieto di dimora.

“Il dolore più grande? Chi, nell’ambiente, pur conoscendo i pericoli di certe dinamiche, mi ha voltato immediatamente le spalle, prendendo improvvisamente le distanze. Pochissimi, per fortuna, ma abbastanza da far stare male. Qualcuno si è già rifatto vivo, dopo l’assoluzione. Va bene. Ma avrebbe dovuto farlo otto anni fa, quando sono stato arrestato ingiustamente”, commenta Tofi.


Fabio Tofi

Lo psicoterapeuta Fabio Tofi


Il 13 maggio 2015, quando scattò il blitz della squadra mobile capitolina, la casa famiglia di via Raffaello ospitava otto ragazzi sottoposti a tutela da parte del tribunale di Roma, tra i 14 e i 17 anni, con disagi comportamentali dovuti a gravi situazioni familiari. Un anno fa, a marzo 2022, l’accusa aveva chiesto la condanna a tre anni e mezzo per Fabio Tofi e a tre anni per gli altri quattro collaboratori. Martedì il collegio, dopo due ore e mezza di camera di consiglio, li ha assolti tutti con la formula più ampia, “perché il fatto non sussiste”.

“Devo ringraziare l’avvocato Dionisi, un grande penalista, che è riuscito a dimostrare la nostra innocenza a fronte di accuse così gravi, anche se fondate su prove inconsistenti”. 

Il dottor Fabio Tofi ci tiene a ringraziare pubblicamente il suo legale, come ha fatto subito dopo la sentenza pubblicando un post sul suo profilo Facebook.

“Quando si lavora con adolescenti problematici – avverte – non si deve mettere l’aureola perchè può diventare un cappio che uccide”. “Gli operatori non qualificati pensano di poterli ‘curare’ con l’affetto, ma così si peggiorano le situazioni”, torna a dire, come nel corso del processo, parlando delle problematiche sfociate nella denuncia.  

“Una serie di bugie e di cattiverie dette solo per vendicarsi”, come ha sempre sostenuto la difesa. Secondo l’accusa, presso il centro di Santa Marinella sarebbero stati perpetrati maltrattamenti, aggressioni fisiche e verbali, minacce, percosse e somministrazioni di cibo scaduto e psicofarmaci senza alcuna prescrizione medica. 


 

Civitavecchia - Il tribunale

Civitavecchia – Il tribunale


Il processo di primo grado che si è chiuso il 7 febbraio era iniziato sei anni fa, il 4 aprile 2017. Imponente il numero dei testimoni – 94 persone – presentati dal difensore Vincenzo Dionisi del foro di Viterbo. “Tutti testi qualificati – spiegava all’epoca il legale – tra i quali spiccano tre magistrati del tribunale per i minorenni di Roma, un deputato e la psicologa che segue Angelo Izzo, uno degli autori del delitto del Circeo”. 

“Siamo felici dell’esito della vicenda – sottolinea l’avvocato Dionisi – con la verità che è venuta fuori dopo ben otto anni di processi. Per i miei assistiti è la fine di un capitolo bruttissimo”.

“Otto anni di inferno e una struttura che era considerata un’eccellenza a livello nazionale chiusa sono il bilancio di questa tristissima vicenda”, ribadisce Dionisi. 

Silvana Cortignani


 – La difesa dei cinque imputati assolti: “Rispedite al mittente le infanganti accuse”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


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