Viterbo – “Oggi ricordiamo un uomo giusto. Giovanni Palatucci”. A celebrarlo, questa mattina al giardino della fraternità Chiara Lubich a porta della Verità, Viterbo, il questore della città, Fausto Vinci.
Viterbo – Le celebrazioni in onore di Giovanni Palatucci
Assieme a lui anche la sindaca Chiara Frontini, il prefetto Antonio Cananà, il rappresentante della comunità ebraica Stefano Grego e don Flavio Valeri della chiesa del Sacro cuore al Pilastro.
Con loro ragazze e ragazzi del liceo scientifico Paolo Ruffini di Viterbo che ha le sue sedi proprio accanto al parco Lubich.
Chiara Frontini
Funzionario di polizia durante il fascismo, Giovanni Palatucci è stato in servizio dal 1937 alla questura di Fiume come commissario e poi questore-reggente. Dal 1939 fino al suo arresto, nel 1944, salvo’ circa 5 mila ebrei dalla deportazione nei campi di sterminio nazisti. Finché anche lui non venne arrestato e ucciso nel campo di concentramento di Dachau il 10 febbraio 1945, pochi giorni prima che fosse liberato.
Stefano Grego
“Palatucci – ha aggiunto il questore – è stato un simbolo di giustizia e servizio per i cittadini. Nel 1990 è insignito dell’onoreficenza di Giusto tra i popoli. Nel 1995 della medaglia d’oro al merito civile. Nel 2004 Vaticano lo ha nominato servo di Dio, la prima tappa lungo il cammino della santificazione”.
Fausto Vinci
A ricordarlo, al parco Lubich, un albero di ulivo e una targa. “E’ stato scelto l’ulivo perché è un albero forte e al tempo stesso un simbolo di pace. E Palatucci è stato proprio questo. Un uomo forte, un uomo di pace”.
Viterbo – Le celebrazioni in onore di Giovanni Palatucci
“Dobbiamo fare in modo – ha aggiunto Grego – che l’indifferenza non esista più tra di noi. E la possiamo vincere confrontandoci e parlando”. “Palatucci è stata una figura capace di costruire ponti anziché innalzare muri – ha sottolineato poi Frontini -. E costruire ponti significa lanciare un messaggio di pace”.
Viterbo – Le celebrazioni in onore di Giovanni Palatucci
Infine il prefetto. “Palatucci – ha concluso Cananà – non si è mai voltato dall’altra parte ma ha protetto chi era perseguitato. Non solo, ma Palatucci, pur potendosene andare da Fiume, è rimasto per continuare a salvare persone. Palatucci è stato una grande figura di uomo. Quindi un esempio per tutti”.
Daniele Camilli
Fausto Vinci, Carlo Pasquali, Antonio Cananà






