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Quindicenne aggredita da due uomini al distributore: “Mi hanno accerchiata e cercato di far salire sulla loro macchina”

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Tribunale di Viterbo - La panchina rossa inaugurata il 25 novembre 2022

Tribunale di Viterbo – La panchina rossa contro la violenza inaugurata il 25 novembre 2022


Viterbo – Minorenne aggredita da due uomini nel parcheggio di un distributore il giorno di Santo Stefano: “Mi hanno accerchiata, toccata, baciata e hanno cercato di farmi salire a forza sulla loro macchina”.

Momenti di terrore puro quelli ricostruiti sabato in tribunale da una minore, durante l’incidente probatorio disposto dal gip Rita Cialoni su richiesta della procura. Sono quelli che avrebbe vissuto lo scorso 26 dicembre una quindicenne dell’Alta Tuscia, vittima di una presunta aggressione a sfondo sessuale da parte di due adulti. 

Nel registro degli indagati sono stati iscritti un trentenne e un sessantenne che, dopo avere tentato di adescare la ragazzina a parole, avrebbero provato a costringerla a salire a bordo della loro vettura, afferrandola e palpeggiandola.

L’aggressione sarebbe avvenuta il giorno di Santo Stefano nel parcheggio di un distributore dove la vittima aveva appena lasciato il motorino. Il trentenne l’avrebbe anche baciata sulla bocca mentre si divincolava. 

Testimoni tre ragazzini, anche loro minorenni, due sedicenni e un tredicenne, già sentiti dagli investigatori nell’immediatezza dei fatti, la cui versione è stata cristallizzata lo scorso 4 febbraio assieme a quella della quindicenne. I minori sono stati ascoltati in forma protetta, alla presenza di una psicologa. Gli interrogatori, inoltre, sono stati filmati integralmente e il video acquisito agli atti. 


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“Ah bella, vieni qua, vieni con noi”. Sarebbe cominciato a parole l’approccio della coppia, due stranieri d’origine nordafricana, indagati per violenza sessuale aggravata in concorso, che sarebbero quindi passati in breve dalle parole ai fatti.

Nel corso delle indagini, sarebbe emerso inoltre che il sessantenne sarebbe recidivo, in quanto in passato sarebbe stato già denunciato per fatti analoghi.

Il trentenne sarebbe stato invece il primo ad avvicinare la quindicenne – abbracciandola, stringendola e baciandola sulla guancia – nonostante la ragazzina gli intimasse di lasciarla stare.

Quindi si sarebbe avvicinato anche il sessantenne e per la minorenne, messa in mezzo dai due uomini, sarebbero scattati minuti di vero e proprio terrore.

Il più anziano l’avrebbe afferrata per un braccio, tirandola verso la vettura per farla salire a bordo, toccandole la schiena e insistendo perché salisse in auto con loro. Il più giovane, intanto, avrebbe continuato a metterle le mani addosso, facendosi sempre più spinto e insistente, palpeggiandole l’inguine, il seno e anche lui la schiena.

Prima che la quindicenne riuscisse a divincolarsi e mettersi in salvo, il trentenne sarebbe riuscito a stringerla a sé con un gesto repentino e a baciare la vittima sulla bocca. 

La vittima ha sporto denuncia il giorno successivo a Santo Stefano, lo scorso 27 dicembre. L’incidente probatorio è stato richiesto lo scorso 17 gennaio dalla procura al giudice per le indagini preliminari che, alla luce dei primi riscontri investigativi, ha ritenuto fondata la necessità espressa dal pubblico ministero titolare del fascicolo di provvedere all’assunzione delle testimonianze al fine di accertare le condotte descritte nell’imputazione provvisoria di violenza sessuale aggravata in concorso a carico dei due indagati.

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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