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“Abbiamo un sogno, è quello del parco canile…”

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Antonella Bruni

Antonella Bruni

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Si dice che i sogni, anche quando sembrano irrealizzabili, sono però troppo importanti per impedirci di fare qualsiasi cosa pur di renderli reali.

Noi abbiamo un sogno, che è quello di Elvia Viglino, pioniera indiscussa e indimenticabile dell’animalismo viterbese, ovvero realizzare il parco canile e faremo tutto il possibile perché esso diventi realtà.

Dirà qualcuno, anche “qualcuna”, che ci sono problemi più importanti, più cogenti e via ad elencare ciò che andrebbe fatto e che troppo spesso non faranno mai. Sibileranno che gli animalisti sono gente esagitata, che non ha nulla di serio da fare, che sono persone che protestano e non propongono mai nulla di solutivo.

Ebbene, questi signori e “signore” sbagliano e lo fanno senza rendersi conto neanche di ciò che farfugliano. Molti animalisti sono o sono stati amministratori pubblici, in grado di leggere un bilancio, coniugarlo con i desideri dei cittadini e parametrarlo correttamente con le doverose promesse elettorali, che in realtà si chiamano programmi. Molti animalisti sono persone del fare che hanno dimostrato di sapere come porre in essere un progetto.

Io sono un’animalista e me ne vanto, ma del tipo di cui sopra. Progetto, propongo, organizzo, non demordo e se non ascoltata, protesto civilmente, nel rispetto della legge e dell’educazione, ma con crescente fermezza.

Tutto questo per dire a chi sembra distratto o non ancora entrato nel ruolo (ci dica quando lo farà, assumendosene le responsabilità), che il parco canile è un progetto di sano animalismo che cerca di porre in equilibrio positivo il benessere animale con i criteri di buona amministrazione.

Il fenomeno del cosiddetto randagismo è esploso negli ultimi venti anni, portando il numero dei cani ristretti nei canili di una città come Viterbo (ma molte altre sono nelle stesse condizioni) da qualche centinaio a qualche migliaio di presenze. Considerato il costo unitario di mantenimento, tale situazione ha provocato un esborso di denaro che presto sarà insostenibile. Certamente, creando il problema, qualcuno ne avrà beneficiato, ma la sostanza è che i canili sono perlopiù luoghi molto lontani dal soddisfare i criteri di benessere animale e prima o poi, qualche amministratore dirà che l’abbattimento si rende necessario, citando a sostegno di tale aberrazione prassi estere sicuramente non commendevoli né condivisibili.

Sarebbe facile dire che le amministrazioni pubbliche, con scarsa lungimiranza, spesso non adottano efficaci politiche animaliste, ovvero campagne di microcippattura e  sterilizzazione, che sono le cose prioritarie da fare se intendiamo diminuire il numero di cani ristretti nei canili, dando ristoro al numero fisiologico di cani che vi rimarranno ed ossigeno alle casse pubbliche.

Ritenete sia un sogno? Forse no. Le premesse per realizzare il parco canile, che in sostanza è un canile nel quale il benessere animale è al primo posto e il favorire le adozioni subito dopo, a Viterbo fu impostato dall’ultima amministrazione Marini e poi si è perso nel nulla d’infiniti bla bla bla, ma altrove realizzato, con soddisfazione unanime di quadrupedi e bipedi.

Pensate ai civili paesi nordici? Alla Papuasia? A lontane civiltà aliene? Ma no, vi basterebbe fare pochi chilometri e andare a Narni, provincia di Terni, Italia per chi non lo sapesse e vedreste realizzato, senza tanto clamore, ma con condivisa soddisfazione, un parco canile vero e proprio che ha consentito una contrazione rilevante di spesa pubblica non ha discapito dei cani. Il canile funziona così talmente bene che le unità specializzate dei carabinieri (i Nas, per intenderci), gente non sospettabile di essere di parte o incompetente, andata sul posto per effettuare una doverosa ispezione, non solo non ha trovato illeciti contravvenzionabili, ma un rispetto delle norme sostanziali di gestione animale da proporle come esempio, invitando a diffonderle.

Ringraziamo gli insostituibili carabinieri, per mille motivi nel nostro cuore e tutte le forze dell’ordine che vegliano sul nostro vivere civile ed ordinato, ma invitiamo i nostri spesso distratti amministratori pubblici a uscire dai palazzi e dai social per immergersi in una realtà finalmente né onirica, né virtuale, dandosi una mossa e portando a compimento un progetto che è nell’interesse generale, anche di loro stessi quando, finalmente torneranno ad essere semplici amministrati.

Nulla di troppo difficile, solo buona amministrazione e sensibilità umana, speriamo ne siano capaci e a titolo d’esortazione etica, rammento loro che il livello di una civiltà umana si misura anche con il rapporto che essa ha con gli animali.

Antonella Bruni


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