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Viterbo – (sil.co.) – “Un’anima indiana in un corpo italiano”. Una definizione in cui Rosella Fanelli, che fin dai primi contatti con la cultura indiana ha intrapreso lo studio dello yoga, si riconosce e cui tiene molto.
La settimana di San Valentino, per lei, si è conclusa domenica con l’ennesimo stage di danza kathak. “Auguri a tutti, poter provare i sentimenti di amore è un dono, soprattutto nel tempo, che passa e cambia tutto”, scriveva in un posto sul suo profilo Facebook il 14 febbraio.
“Sebbene la parola yoga sia abbondantemente usata ormai in quasi tutti i percorsi di ‘formazione’ di crescita personale, quando parliamo di danza classica indiana diventa obbligo abbinarla e includerla”, ci tiene a sottolineare Rosella.
Venti anni fa è stata la prima occidentale a conseguire un duplice master in danza kathak in India, entrambi con il massimo dei voti. Nel 2002 a Allahabad e nel 2004 a Lucknow, dove ha anche studiato canto indiano, conseguendo il certificato per la lingua Hindi presso l’università indiana Lko e in seguito presso La Sapienza di Roma.
Da molti anni si relaziona con l’ambasciata dell’India a Roma. E’ mediatrice culturale, interprete e traduttrice per le lingue orientali Hindi-Urdu, collabora con il dipartimento studi orientali della Sapienza per l’organizzazione di eventi culturali e ha condotto lezioni e conferenze in lingua inglese, sulla danza e cultura dell’India, presso la Fao di Roma.
A Viterbo, Rosella Fanelli collabora da molti anni con Università della Tuscia e promuove i corsi della Scuola Kathak Italia : “Un approccio inclusivo – spiega – nel senso che le arti sono concepite collegate tra loro in un intreccio interdipendente, volto al risveglio di potenzialità assopite, insegnando tecniche quali la danza kathak, lo yoga, le arti sceniche del teatro sanscrito”.
A chi si rivolge la danza kathak?
“A tutti. E’ richiesto solo di lasciarsi coinvolgere dal suo linguaggio simbolico, mitico e poetico. La danza kathak fornisce una forma di esercizio attiva e non competitiva che ha potenziali effetti positivi per la salute fisica e per il benessere mentale ed emotivo”.
Effetti postivi sia per il fisico che per la mente?
“Come la scienza ayurvedica, anche la metodologia del kathak, pone attenzione in modo personalizzato al soggetto nella sua totalità considerandone il corpo, la mente, l’emotività , l’energia e la spiritualità secondo una visione olistica”.
Che significa in pratica secondo una visione olistica?
“Si tratta di una vera liaison tra canto, danza e musica a beneficio della salute umana sia fisicamente che mentalmente. La potenza che si sprigiona dal battere i piedi (tatkar) nel kathak, con il veloce gioco di gambe,
aiuta a liberare rabbia e tensione. I movimenti morbidi e ondulatori danno un corretto controllo del
corpo, equilibrio e restituiscono tranquillità. Il continuo movimento muscolare di tensione e
rilassamento ha un forte effetto terapeutico. L’approccio è olistico, per cui non vi è separazione tra danza, teatro, musica”.
Yoga e danza quindi?
“Nella tradizione indiana non si deve faticare a cercare attinenze, gemellaggi, perché la danza sembra essere una metodologia di yoga nella dinamicità, yoga&danza si intrecciano e coesistono nella manifestazione riflessa di un’unica sorgente”.

