Viterbo – “Viterbo in fiore, dato che il comune non lo fa, allora ci pensiamo noi”. Nasce così San Pellegrino in F…esta. E a metterlo al mondo è un vasto gruppo di associazioni, organizzazioni, ristoratori e bed&breakfast del centro storico di Viterbo. Il tutto dopo l’annuncio da parte dell’assessore allo sviluppo economico del comune, Silvio Franco, che per quest’anno Viterbo in fiore non si sarebbe fatto. “Mancano risorse e tempi”, ha detto infatti Franco. E tanto è bastato per dar seguito a una reazione che sa tanto di ribellione a una decisione non concordata col la città e che probabilmente non è piaciuta a nessuno. Di sicuro non alle 23 realtà associative, tra cui una parrocchia e un’arciconfraternita, e alle attività commerciali che subito dopo l’uscita dell’assessore Franco si sono viste e hanno deciso di organizzare lo stesso un evento in sostituzione di quello che il comune ha deciso di non fare.
Il logo di San Pellegrino in F…esta
“Siamo venuti a conoscenza da un articolo sulla vostra testata giornalistica – scrivono a Tusciaweb gli organizzatori di San Pellegrino in F…esta – della decisione del comune di Viterbo di non poter organizzare per il 2023 la manifestazione Viterbo in Fiore, e pur comprendendo le ragioni, date nello stesso dall’assessore Silvio Franco, pensiamo, in egual modo, che sia un appuntamento ricorrente e importante per la città a cui non dover rinunciare, per molti aspetti: storico nel senso della tradizione, economico, culturale, sociale, inclusivo e turistico. Si va infatti a collocare in un periodo dell’anno, la primavera e il ponte del 1° maggio, in cui ci saranno moltissimi turisti da tutto il mondo attratti dalle bellezze della Tuscia.
Per questi motivi, dopo quattro anni di assenza, l’ultima edizione risale al 2019, ci rendiamo promotori di un evento che si va a inserire, in termini temporali, ma non a sostituire a quello tradizionale, che andremo a chiamare San Pellegrino in F…esta, certi che il risultato finale sia di grande impatto, grazie alla rete di collaborazioni che si sta creando, anche se diverso, ribadiamo, dall’idea tradizionale che si ha della manifestazione”.
“Chi siamo? – aggiungono gli organizzatori -. Siamo la città stessa. Cittadini, rappresentanti del mondo delle professioni e associazioni a testimonianza della sempre maggiore attenzione che le tematiche legate alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale e sociale ricoprono nell’immaginario collettivo”.
A firmare l’intervento inviato alla redazione del giornale, dopo la pubblicazione della notizia della decisione di far saltare questa edizione di Viterbo in Fiore, sono infatti: Pro loco Viterbo, Tetraedro Aps, Confartigianato imprese Viterbo, Tuscia in bio, Yarn Bombing Viterbo, Fanalino di coda, associazione Eta Beta Odv, Scuola di fotografia Click Aps, Istituto musicale G. Carissimi di Viterbo, La Tana degli orchi-Ludika 1243, teatro San Leonardo, Circomare teatro, gruppo scout Viterbo 1, associazione Univercity, Ases Viterbo, Slow food Viterbo e Tuscia, Aucs onlus, Viterbo Lgbt, Peter Boom associazione Arcigay Viterbo, Cooperazione contadina, parrocchia Santa Maria Nuova (chiese di Santa Maria Nuova, San Pellegrino, San Giovanni Battista del Gonfalone, chiesa del Gesù), arciconfraternita del Gonfalone Viterbo, Stay in Tuscia, ristoratori e b&b del centro storico.
Viterbo – Piazza San Pellegrino
Gli organizzatori avanzano inoltre al comune richieste ben precise per la buona riuscita di una manifestazione al servizio della città. “Convinti dell’apprezzamento da parte del comune di questa iniziativa, volontaria e apolitica, che si basa esclusivamente su una forza promotrice della cultura che parte dal basso, fondamenta e pilastro di una città, che punta al maggiore coinvolgimento possibile della cittadinanza come importante strumento per disegnare una Viterbo che verrà, chiediamo al comune di Viterbo: il patrocinio e un aiuto attraverso la concessione gratuita delle vie e delle piazze che toccheranno la manifestazione, la possibilità di avere tramite i propri tecnici un piano di sicurezza in base a quello che sarà lo sviluppo della manifestazione che condivideremo tempestivamente con lo stesso, l’allaccio elettrico e l’assolvimento della Siae per gli eventi culturali collegati ad essa”.
San Pellegrino in F…esta ha già pronto anche il logo. Sullo sfondo palazzo degli Alessandri, attorno i fiori e in basso un arcobaleno che ricorda i colori del Lazio pride della scorsa estate a Viterbo.
“È vero, e in questo siamo d’accordo con l’assessore Franco – sottolineano gli organizzatori della nuova manifestazione – che probabilmente non ci saranno le risorse e i tempi per organizzare un evento, di grandi dimensioni come ne abbiamo visto negli anni passati, ma nello stesso tempo crediamo che dopo due anni di pandemia e di grandi difficoltà, sarà una festa della ripartenza, con valore storico e simbolico, nel segno della tradizione e dell’inclusione, un fine settimana dove protagonista non sarà ‘solo’ il patrimonio di storia, arte e monumenti dal riconosciuto valore, ma anche l’aggregazione di identità, la cui importanza, in termini sociali di cultura, storia e tradizioni, racconta il volto della città”.
“Chiediamo quindi non solo al comune – continuano i promotori -, ma a chi vuole darci una mano di farsi avanti. Chiediamo il contributo di cuori, di mani, di teste per pensare, immaginare e creare, e di piedi per correre. Visto che abbiamo due mesi per organizzare il tutto. È così grande l’entusiasmo per questa unione di forze che abbiamo elaborato in tempi record il logo della manifestazione. Aspettiamo fiduciosi e in tempi brevi una risposta o un incontro con l’amministrazione comunale per iniziare questa ‘nuova’ avventura”.
Insomma, come dire, visto che non siete stati in grado a organizzare una manifestazione fondamentale per il centro storico… la facciamo noi. Al servizio della città.
Daniele Camilli

