Viterbo – “Non ho alcuna intenzione di uscire da Forza Italia. Mai detto e neppure pensato”. Intervista al presidente della provincia di Viterbo Alessandro Romoli. Nei giorni scorsi era girata una voce che dava il “primo cittadino” della Tuscia fuori dal suo partito in cerca di altre sponde politiche. Cosa che Romoli smentisce categoricamente. “Resto in Forza Italia – ha poi aggiunto -. Un partito che fa riferimento al Partito popolare europeo, la casa dove ho sempre militato e fatto politica”.
Viterbo – Il presidente della provincia Alessandro Romoli
Presidente Romoli, è vera la voce che lei sarebbe intenzionato ad uscire da Forza Italia?
“Mai detto che voglio uscire da Forza Italia. Non ho alcuna intenzione di farlo. Mai detto a nessuno, e neanche l’ho pensato. Resto in Forza Italia. Un partito che fa riferimento al Partito popolare europeo, la casa dove ho sempre militato e fatto politica. La casa di Forza Italia e del centrodestra. In quella mi sono formato e in quella rimango”.
Non c’è neanche un’intenzione futura?
“Assolutamente no. Né l’intenzione, né i contatti. Men che meno con forze che fanno riferimento al centrosinistra”.
Qual è lo stato di Forza Italia?
“E’ un partito che nella Tuscia stiamo riorganizzando e che dobbiamo riorganizzare. E in Italia è l’unico soggetto politico che fa riferimento al Partito popolare europeo e ha ministri che hanno incarichi importanti. Un partito, Forza Italia, tenuto in considerazione dalla primo ministro Giorgia Meloni. Siamo un riferimento per i tanti moderati che guardano al centrodestra come la loro casa naturale”.
A livello locale Forza Italia si è caratterizzata anche, parlo della provincia che lei presiede, per l’alleanza con il Partito democratico (Pd). Un’alleanza che è ancora proponibile, considerando le ultime elezioni comunali, politiche e regionali?
“Innanzitutto va detto che la provincia è un ente di secondo livello. A Frosinone c’è stata una lista che ha visto l’apparentamento tra Fratelli d’Italia e Pd. Oppure a Latina. Siamo di fronte a un ente che deve trovare convergenze di carattere amministrativo che nulla hanno a che fare con la politica. Tant’è vero che io preso il 78% dei consensi che non sono legati ai risultati delle liste di Pd e Forza Italia. La coalizione e l’accordo che ci sono in provincia nascono da lontano. E a entrambi hanno partecipato anche soggetti che fanno parte del centrodestra. Non è un accordo statico, ma si apre al contributo di tutti. La provincia è la casa dei comuni e sul contributo di tutti puntiamo a portare avanti un’idea di sviluppo generale. E al di là di tutti, nelle varie elezioni che ci sono state, chi fa parte della mia coalizione in provincia ha poi sostenuto i propri candidati. Chi nel centrodestra e chi nel centrosinistra”.
Quindi la provincia è il luogo dove non si fa politica?
“La politica è un luogo dove si fa politica ma dove si richiede, proprio per l’assetto amministrativo, il contributo di tutti. Cioè non c’è un’opposizione o una maggioranza. Da poco c’è stata l’approvazione del bilancio provinciale e, a parte due sindaci, tutti quanti lo hanno votato. A prescindere dalle collocazioni politiche. L’appartenenza politica, dunque, c’è ma ha un valore limitato. La politica si fa, ma quella del territorio”.
Insomma, una politica di secondo livello…
“Una politica di secondo livello e una politica tesa a risolvere le problematiche”.
L’accordo che ha visto la nascita di una grande coalizione in provincia nasceva dall’emergenza Covid. Emergenza che adesso non c’è più.
“L’emergenza Covid non c’è più, ma permane la volontà di mantenere un sistema unitario di gestione. E su questo nessuno ne lamenta l’esistenza e chi lo fa non conosce le dinamiche che governano l’ente provincia. Dinamiche che non hanno nulla a che fare con l’appartenenza partitica di ognuno di noi”.
La situazione in provincia è solida?
“Solida e aperta al contributo di tutti. Non è una situazione precostituita”.
Aperta anche a Fratelli d’Italia e Lega?
“A Fratelli d’Italia, Lega e altri soggetti civici purché animati dalla volontà di contribuire a un valore aggiunto per il territorio”.
Viterbo – Il consiglio provinciale
Che ne pensa invece della regione di Francesco Rocca e della sua giunta?
“Una maggioranza che ho sostenuto convintamente, così come convintamente ho sostenuto la candidatura di Claudio Parroccini all’interno di Forza Italia che, tra l’altro, è arrivato primo tra gli eletti dentro FI. Penso che Rocca possa fare bene per la regione”.
Però la Tuscia è rimasta senza assessore regionale…
“Io non ho partecipato in modo diretto alle assegnazione delle deleghe assessoriali. E’ indubbio, tuttavia, che qualche interrogativo ognuno di noi se lo pone. Ma sono certo che il presidente Rocca potrà recuperare questo gap iniziale con un’attenzione verso i problemi reali del nostro territorio. Problemi di cui Rocca stesso si è impegnato a farsi carico”.
Amareggiato per la scelta di non dare un assessore regionale alla Tuscia?
“Amareggiato, ma non conosco le dinamiche che hanno portato a questo risultato. Indubbiamente la provincia di Viterbo e Viterbo stessa meritano l’attenzione e la presenza nell’organo di governo della regione. Ma Rocca stesso si farà carico di rappresentarci”.
Quale dovrebbe essere il primo intervento della regione a sostegno della Tuscia?
“Abbiamo molteplici problematiche. Una delle più importanti è il servizio idrico integrato, una cicatrice aperta, con tutto il problema dell’arsenico, dell’aumento delle bollette e della necessità dell’Ato unico. Questo è il primo segnale di attenzione che ci aspettiamo verso questa provincia e verso i suoi cittadini”.
Se dovesse fare un bilancio, finora, di questo suo mandato in provincia, quale sarebbe?
“Sono stato eletto a dicembre del 2021 e posso solo dire che il lavoro che abbiamo fatto ha prodotto degli effetti positivi sul territorio. Intanto con il Pnrr per l’edilizia scolastica nel giro di 8 mesi abbiamo affidato progettazioni e lavori senza perdere nemmeno un euro. Lavori che partiranno dal mese di marzo e che coinvolgeranno tutte le scuole della Tuscia. Poi l’attenzione sulla manutenzione straordinaria delle strade. Adesso stiamo lavorando sulla manutenzione dei ponti. Dopodiché stiamo lavorando per la valorizzazione del patrimonio immobiliare. Tra le altre cose abbiamo affidato alcuni immobili e terreni, tra cui quello di Poggio Giudio ad un’associazione per rendere fruibile quello spazio. Altra questione importante, i patrocini onerosi che abbiamo dato per sostenere le iniziative sul territorio. Tutto frutto di un buon governo che vogliamo garantire”.
Daniele Camilli
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