Viterbo – “Aurora è un libro che ha tutte le carte in regola per entrare nella finale del premio Strega”. Roberto Carnero è docente di letteratura italiana all’università di Bologna, critico letterario ed editorialista per diverse tesate nazionali, tra cui Avvenire e Famiglia Cristiana. “Il valore di Nisini – ha poi aggiunto Carnero – è ampiamente riconosciuto dalla comunità letteraria”. Giorgio Nisini è candidato al premio Strega 2023, uno dei più importanti riconoscimenti letterari di sempre.
Roberto Carnero
Che impressione le fa la candidatura di Giorgio Nisini al premio Strega?
“Credo che Nisini in questi anni abbia delineato un profilo di scrittore importante. Ha scritto diversi romanzi molto interessanti, come del resto molto interessante è la sua ultima opera Aurora. Quindi si tratta di uno scrittore molto maturo per aspirare allo Strega che è un premio dedicato a un singolo libro ma anche, soprattutto in passato, dava un riconoscimento anche un percorso letterario. Poi è capitato che il premio sia stato vinto anche da Paolo Giordano, che è uno scrittore esordiente. Ma nello spirito del premio c’è pure l’idea di premiare il percorso dello scrittore. Quindi sia per il libro, Aurora, sia per quello che Giorgio ha fatto come narratore penso che la sua sia una candidatura assolutamente meritata”.
Se dovesse delineare il profilo di Giorgio Nisini, come lo descriverebbe?
“Innanzitutto Giorgio è uno studioso di letteratura oltreché uno scrittore. E questo è un dato importante. In molti scrittori di oggi spesso manca la conoscenza della tradizione letteraria. Nel caso di Nisini invece questo radicamento è molto forte perché c’è l’altro versante, quello dello studioso. Poi Nisini non è succube della tradizione, ma la reinterpreta in modo originale. Si capisce che nei libri di Nisini c’è una sostanza letteraria che viene fuori anche dal suo mestiere di studioso”.
Non pensa che questo possa tuttavia rappresentare un limite nella scelta che farà la giuria dello Strega nell’assegnare il premio?
“Va detto che nella narrativa di Nisini la tradizione non è lettera morta. E’ un punto di partenza per sviluppare un punto di vista originale che trova la sua sostanza nel riferimento alle radici. L’originalità della sua reinterpretazione della tradizione è il suo punto forte. E anche questo suo ultimo romanzo, Aurora, è pienamente inserito in quelle che sono le tendenze della narrativa più intellettuale di oggi”.
Giorgio Nisini
Che spazio ha la fiaba nella letteratura contemporanea?
“Qui c’è un importante antecedente letterario che è Italo Calvino di cui quest’anno si celebrano i cento anni della nascita. Calvino ha fatto della fiaba uno schema e un punto di partenza di molti suoi romanzi. Quindi la fiaba è un archetipo letterario che può introdurre delle opere nuove. Come è stato nel caso di Calvino e adesso di Nisini”.
La fiaba è anche un modo per scavare negli archetipi. Quali sono quelli che Nisini solleva?
“Sono i grandi temi della narrativa, l’amore, la morte, la famiglia, la sofferenza. Sono momenti che aspettano gli esseri umani nella loro vita. Archetipi fondamentali”.
Che speranze ha Giorgio Nisini di entrare in finale?
“I premi sono sempre imprevedibili. Tuttavia credo che Aurora sia un libro che ha tutte le carte in regola per entrare in finale. Non solo per il valore del libro e del valore dell’autore, ma anche perché il valore di Nisini sia ampiamente riconosciuto dalla comunità letteraria. La figura di Nisini è oggi una figura apprezzata e riconosciuta da molti, quindi anche dalle giurie dei premi, compreso lo Strega”.
Che peso hanno oggi i premi letterari e che peso ha nello specifico il premio Strega?
“Lo Strega è ancora oggi il premio letterario più importante, insieme al Campiello. Si dice inoltre che lo Strega sia l’unico premio che fa la differenza anche in termini di vendita. Altri premi non hanno questo impatto sul mercato”.
Daniele Camilli
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